mercoledì 9 febbraio 2011

Lecce. Dibattito, domani, sul processo di internalizzazione dei servizi nelle Asl pugliesi bloccato dal governo nazionale






Si svolgerà domani, alle 18, presso l'Hotel Tiziano a Lecce un'assemblea pubblica organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà sul tema "Libertà e spazio pubblico: internalizzazioni dei servizi e lotta la precariato". 

Sarà un'occasione per discutere sul processo di internalizzazione dei servizi nelle Asl pugliesi bloccato dal governo nazionale come condizione per la firma del "Piano di Rientro" della Regione Puglia. 

Lo stop alle internalizzazioni, per Sel, rischia di produrre gravi conseguenze per la vita e il futuro di migliaia di lavoratori e lavoratrici. 

La Regione Puglia ha chiamato 'internalizzazione' l'auto-produzione di servizi alla persona mediante società in house delle Asl, concepita non solo come una trasformazione della condizione soggettiva di lavoro, ma come un netto miglioramento del servizio sanitario a partire dai ruoli più di trincea come nel caso del 118. 
Nelle prime stesure del Piano di rientro era stata considerata l'internalizzazione come una voce di risparmio, in quanto che le esternalizzazioni rappresentano una lievitazione incontrollata della spesa sanitaria. Poi la politica ha invaso il recinto della ricognizione tecnico-contabile mirata a determinare entità e tipologia dei tagli necessari. 

Assunzioni nella sanità, forse l’accordo a Roma






ROMA— La sentenza della Corte costituzionale arriverà oggi o domani: si saprà se la legge pugliese numero 4, con cui la Regione ha voluto iniziare un processo di internalizzazione dei precari della sanità, verrà definita valida o se invece verrà bocciata, come ha chiesto il governo, impugnandola. Nelle more, però, un risultato importante è stato raggiunto ieri al ministero per i Rapporti con le Regioni: dopo due ore di «chiarimento» su come si è proceduto da parte della Regione e da parte del governo -come ha sottolineato Raffaele Fitto -si è concordato che, a prescindere dalla sentenza della Consulta, si farà di tutto per risolvere il problema; ma -ha aggiunto il ministro -«nel rispetto delle procedure e senza creare illusioni» . In sostanza, si troverà un norma che porti avanti un processo che ha già consentito la stabilizzazione di una parte degli 8000 precari, mentre 3500 sono in attesa di un contratto a tempo indeterminato e di questi 650 sono nel limbo perché, mentre stavano per raggiungere l’agognato obiettivo, il ricorso alla Corte ha bloccato tutto. E una delegazione di questi lavoratori, tutti della Asl di Lecce, era ieri al ministero assieme all’assessore alla sanità e al presidente Nichi Vendola. Disponibilità L’assessore Tommaso Fiore ha spiegato che il ministro ha «manifestato una amplissima disponibilità ad entrare nel merito della questione, per tutelare i lavoratori assunti e avviare un percorso positivo per gli altri» . L’assessore ha quindi ricordato perché il governo ha impugnato la legge pugliese (avrebbe violato i limiti delle assunzioni nel pubblico impiego) e perché la Puglia pensa di essere nel giusto (ad assumere i lavoratori è una società privata, anche se partecipata al 100%da capitale pubblico). Vendola ha voluto chiosare il risultato dell’incontro positivo» : ha ricordato che il presupposto della legge era quello di offrire un servizio migliore, garantire un lavoro dignitoso senza costi aggiuntivi. Una spiegazione illustrata ieri e che avrebbe voluto dare il 29 luglio scorso, quando arrivò a Roma per firmare al ministero della Salute il piano di rientro dai debiti. Ma allora non fu ascoltato: né dal ministro Ferruccio Fazio e successivamente nemmeno dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il quale definì la Puglia a rischio default come la Grecia. commenti Questo ricordo polemico di Vendola («ma sono pronto ad accantonarlo» ) è arrivato durante la conferenza stampa al termine dell’incontro, in risposta all’affermazione di Fitto: «Il governo non ha mai avuto atteggiamento preconcetto, avendo rigettato 18 leggi di Regioni di destra e di sinistra. Se si fosse proceduto con il dialogo istituzionale, come è stato con l’Emilia, non si sarebbe arrivati a questo. Comunque si troverà una soluzione al problema e nel caso in cui la Corte ci desse torto vorrà dire che per la Puglia si procederà con una tipologia diversa dalle altre Regioni» . Nonostante questo gioco di fioretto, il governatore ha concluso: «Sono contento di fare gli elogi del ministro perché ora si potrà discutere senza pregiudizi» . Invece ancora in alto la mare la discussione per ripartire tra le Regioni il fondo nazionale per la salute: è fallita la mediazione dell’Emilia Romagna che aveva proposto di introdurre il criterio della povertà anche se in percentuali basse. I lavori riprendono oggi.


fonte: la voce di manduria



Internalizzazioni nella sanità, verso l’accordo

Corte CostituzionaleIn attesa della sentenza della Corte costituzionale prevista fra oggi e domani, giungono da Roma segnali di distensione fra governo nazionale, regionale e lavoratori precari della Sanità. Ieri sera infatti nella sede del Ministero per gli Affari regionali, il ministro Fitto il governatore Nichi Vendola e l’assessore Tommaso Fiore e una rappresentanza di lavoratori hanno tracciato un percorso comune da seguire. Ricordiamo intanto che la Corte costituzionale deciderà se la legge pugliese numero 4 con cui la Regione ha voluto iniziare un processo di internalizzazione dei precari della sanità, verrà considerata valida o sarà bocciata come richiesto dal governo centrale.
Dopo più di 3 ore di dialogo intenso fra le parti, si è concordato che, a prescindere dal pronunciamento della Corte Costituzionale, si farà di tutto per risolvere il problema occupazionale, ma sempre nel rispetto delle procedure e senza illudere nessuno. Il ministro Fitto, come sottolineato dall’assessore Fiore ha mostrano grandissima disponibilità a entrare nel merito della questione e vedere quindi come risolvere la questione degli internalizzandi, più di 3000 lavoratori. Anche il governatore Vendola ha definito l’incontro positivo.
B.S.

fonte:: antenna sudi

sabato 22 gennaio 2011

Sanità, anche Vendola in piazza a Roma la protesta dei precari



Sanità, anche Vendola in piazza
a Roma la protesta dei precari

Corteo e sit-in davanti al ministero, nella speranza di far breccia nel muro del governo che ha imposto alla Regione Puglia di bloccare il processo delle internalizzazioni come condizione per firmare il piano di rientro dal deficit sanitario. Tra i manifestanti anche il governatore


Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, partecipa oggi alla protesta che alcune centinaia di lavoratori pugliesi della sanità tengono a Roma, davanti al ministero della Salute. I lavoratori chiedono che sia proseguito il processo di 'internalizzazione', di assunzione cioè alle dirette dipendenze della sanità regionale delle persone che attualmente sono dipendenti di aziende che gestiscono servizi sanitari per conto delle Asl.

L'internalizzazione - che riguarda tra i 5.000 e i 6.000 lavoratori - è stata bloccata nelle scorse settimane perchè il governo ha posto lo stop come condizione per approvare il piano della Puglia di rientro dal deficit sanitario. "Vogliamo che il governo - ha detto Vendola - venga a vedere le carte, venga a vedere in quali condizioni lavorano queste persone, venga a verificare se ci sono realmente sprechi, perché pensiamo che assumere queste persone significa risparmiare e non significa avere maggiori spese". Con Vendola, hanno partecipato alla protesta gli assessori regionali alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, e alle politiche giovanili, Nicola Fratoianni, e il segretario regionale pugliese del Pd, Sergio Blasi.

La necessità di riaprire un dialogo con il governo sulla questione è stata anche sancita due giorni fa in un ordine del giorno approvato durante la riunione del consiglio regionale dalla maggioranza di centrosinistra e dall'Udc (al momento del voto i consiglieri di centrodestra abbandonarono l'aula). Nel corso della riunione dell'assemblea regionale, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, venne insultato e minacciato di morte dai lavoratori assiepati in Aula tra il pubblico, tanto che per lui si rese necessaria la scorta da parte della polizia. Prima della riunione del Consiglio regionale di martedì scorso erano stati numerosi gli appelli dei consiglieri regionali del centrosinistra - compreso quello del presidente dell'assemblea regionale, Onofrio Introna - affinché l'ordine del giorno fosse approvato all'unanimità e quindi anche dall'opposizione di centrodestra.
20 gennaio

venerdì 7 gennaio 2011

Sanità, oggi la marcia dei precari pugliesi ma l’Asl assume autisti della Croce rossa


Protesta dei lavoratori che dovevano essere “internalizzati” dalla giunta Vendola. Mincuzzi denuncia il caso di diciotto autisti della Croce Rossa ingaggiati per il 118 a settembre dall’azienda sanitaria di Bari

di LELLO PARISE

Accendono fumogeni, gridano slogan contro il precariato. Ma all’ora di pranzo l’assembramento davanti alla sede del consiglio regionale, si scioglie come la neve sotto il sole. Ritorneranno alla carica oggi: «Saremo molti di più. Arriveranno anche dalle altre province a darci man forte».

Infreddoliti e irritati. Sono gli operatori della sanità. Dovevano essere “internalizzati” dalla giunta Vendola, ma il ministro Tremonti si era messo di traverso e aveva minacciato di non concedere alla Puglia qualcosa come 500 milioni di euro — soldi per coprire i costi dell’assistenza — se la “operazione regolarizzazione” fosse andata avanti. Il rivoluzionario gentile era stato costretto ad ingoiare il rospo: riusciva comunque ad “inquadrare” quelli delle Asl di Taranto, Foggia e Barletta, poi lo stop governativo gli impedisce di fare la stessa cosa per Bari, Brindisi e Lecce.

Sarà la Corte costituzionale a stabilire chi ha ragione tra l’esecutivo del governatore e quello berlusconiano. «Rischiamo di avere figli e figliastri: chi è dentro resterà dentro, ma qualora la Consulta dovesse dare torto alla Regione, 2mila 500 lavoratori verrebbero condannati a girarsi i pollici» scuote la testa Massimo Mincuzzi, segretario della Fials, una delle quattro sigle sindacali i cui iscritti ieri animavano la protesta guardati a vista dai poliziotti, schierati per difendere il palazzo di via Capruzzi.

Già, figli e figliastri. Mincuzzi denuncia il caso di diciotto autisti della Croce Rossa ingaggiati per il 118 a settembre dall’azienda sanitaria di Bari, mentre gli altri aspiranti ad essere stabilizzati non sapevano a quale santo votarsi. «In nessuna pubblica amministrazione» spiega il sindacalista «è consentito assumere a tempo indeterminato nel momento in cui non ci sono posti vacanti in pianta organica».

E’ una guerra tra poveri. Fa da sfondo al piano di riordino degli ospedali che fino al 2012 imporrà risparmi per almeno 350 milioni di euro. Una brutta gatta da pelare, tra nosocomi che chiudono i battenti e più di duemila posti letto da mandare al macero. Ma l’assessore alla Salute Tommaso Fiore getta acqua sul fuoco: «Tranne che a Massafra, non ci sono malumori. Abbiamo l’opportunità di ragionare con tutti a proposito di quello vogliamo fare». 

A scanso di equivoci, il professore prestato alla politica avverte: «Io non sono il coperchio di una pentola in ebollizione. Piuttosto, evitiamo le finzioni. Della serie, decidiamo una cosa, ma non la facciamo. A me non piace il gioco delle tre carte. Diversamente, non più tardi di marzo 2011 saremmo destinati ad essere commissariati come è capitato alle altre regioni meridionali». Fiore, come al solito, non ha peli sulla lingua: «La riorganizzazione della rete ospedaliera è un processo irreversibile. Né del resto avremmo la possibilità di mantenere le cose come stanno, perché il numero del personale è basso». 

fonte bari.republica 

venerdì 31 dicembre 2010


In data 30/11/2010 presso la sede della Ass. Volontari Protezione Civile di Latiano Postazione Mezzi 118, alla presenza di tutti i Resp. delle Postazioni mezzi 118 Brindisi in assemblea si è Costituita " L'Associazione Corrdinamento Operatori 118 Brindisi" L'Associazione si prefigge e persegue i seguenti scopi: rappresentare, tutelare e difendere gli interessi professionali , sindacali, e contrattuali delle imprese, che gestiscono nella provincia di Brindisi le postazioni sanitarie 118 in convenzione con la ASL e La Regione Puglia.

sabato 18 dicembre 2010

Internalizzazioni Asl, nasce la “Sanitaservice ASL BR ??s.r.l.”

Prende corpo ufficialmente il processo di “internalizzazione” avviato dalla Azienda Sanitaria Locale di Brindisi. Con provvedimento N. 1.870 dell’ 1 giugno infatti, la Direzione Generale della A.S.L. ha costituito la “Sanitaservice ASL BR s.r.l.”, attraverso l’istituto dell’In House Providing, con Unico Socio e controllo analogo da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi. Amministratore Unico esterno è il Dr. Giuseppe Giuri

Questo avveniva a giugno, ma qualcuno sa se e ancora ufficiale la costituzione di questa società?



INTERNALIZZAZIONI DEI PRECARI

SCONTRO POLITICO SULLE INTERNALIZZAZIONI DEI PRECARI DELLA ASL DI LECCE

L'idea di Vendola sarà esposta nelle prossime ore dall'Assessore regionale Tommaso Fiore

Data: 08/12/2010 - 20_30
Rete: Telerama


fonte:http://www.rassegnastampacrp.com



Occupata la sede dell'Asl di Lecce Vendola e Fiore incontrano i precari


LECCE (8 dicembre) - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e l'assessore regionale alle Politiche della salute, Tommaso Fiore, hanno incontrato una delegazione di lavoratori precari della Asl di Lecce. "Voglio esprimere solidarietà ai lavoratori che chiedono la stabilizzazione - ha sottolineato Vendola - e dire loro che la partita politica si è appena aperta.
Sarò al loro fianco e ricordo a quegli esponenti del centrodestra, che dicono di esserlo anche loro, che loro in Parlamento possono agire perché sia modificata la norma del piano di rientro che blocca le assunzioni''.

''Ma il modello della destra - ha aggiunto - è il precariato: perché i precari si possono utilizzare in campagna elettorale, mentre gli assunti garantiti dalla legge non devono chinare il capo davanti ai caporali. E se poi questo modello salta a livello nazionale e le internalizzazioni come in Puglia diventano un esempio nazionale, ecco che allora per la destra arrivano altri problemi''. ''Per il piano di rientro - ha concluso Vendola - per ora abbiamo subito una sconfitta, la abbiamo accettata ma non ci fermeremo qui per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori sanciti anche da sentenze".

Hanno passato la notte nella sala conferenze della direzione generale dell’Asl, i lavoratori precari della sanità salentina. Hanno occupato questa mattina gli uffici di via Maglietta. I dipendenti hanno manifestato contro i vertici dell’azienda sanitaria che tengono sospeso il processo di internalizzazione, nonostante ci sia una sentenza del Consiglio di Stato, favorevole a tale provvedimento occupazionale.

Un esercito di lavoratori che ogni giorno popola i nosocomi, cercando di garantire servizi al malato prima di tutto, e che l’Asl non può più far lavorare.
A tenere legate le mani dei direttori dell’azienda sanitaria, il piano di rientro che il governo pugliese ha visto finalmente firmato dai ministri Tremonti, Fitto, Fazio e che prevede tra le altre cose, il blocco di ogni tipo di assunzione, internalizzazione compresa, pena la perdita di 500 milioni di euro del fondo nazionale sanitario.


LA PARTITA NON E’ CHIUSA !!

RIPRENDIAMO IL PERCORSO DI INTERNALIZZAZIONE.

LECCE - PRECARI ASL dai TETTI ... TUTTI in STRADA

Lecce – giovedì, 16 dicembre 2010

PRECARI ASL LECCE

DOPO I TETTI … TUTTI IN STRADA

Come Confederazione Regionale USB della Puglia esprimiamo pieno sostegno a tutti i Lavoratori interessati al percorso di internalizzazione dei servizi di ausiliariato e pulimento della ASL di Lecce che stanno conducendo da settimane una campagna di mobilitazione per vedersi riconosciuti i loro sacrosanti e legittimi diritti. In tal senso ci impegniamo a rilanciare la mobilitazione in tutto il territorio regionale.

Tante le iniziative messe in campo.

Ieri i Lavoratori hanno deciso di salire sui tetti della ASL per sollecitare ancora una volta Il Prefetto ed i Rappresentanti istituzionali ad attivarsi immediatamente per convocare un “tavolo di confronto”. Ciò al fine di discutere, nel merito, la proposta scaturita dalle assemblee tenutesi con gli stessi Lavoratori, che prevede l’impegno, da parte dei soggetti istituzionali interessati, a “stralciare” la norma che blocca le internalizzazioni dei servizi della ASL dall’accordo sul “Piano di rientro 2010-2012”.

Oggi, esasperati da 10 giorni di occupazione,

i Lavoratori proseguiranno la mobilitazione con una

ASSEMBLEA

VENERDI’ 17 Dicembre - ore 10

con CORTEO che partirà alle ore 11

dalla sede della ASL di Lecce per raggiungere la Prefettura, dopo aver attraversato le vie del centro

PUGLIA - Coordinamento Regionale Pubblico Impiego

venerdì 3 dicembre 2010

Incidente: Un minibus si ribalta sulla Oria Carosino

Un minibus con a bordo otto operai si è ribaltato ieri sera a seguito di un impatto con un’automobile avvenuto nei pressi di un incrocio sulla Oria-Carosino.

Erano circa le 17:30 quando il Ford Transit che viaggiava dalle campagne di Carosino verso Oria, per ragioni in corso di accertamento, si è scontrato con la Mercedes Classe A guidata da un 24/enne francavillese, proveniente Francavilla.

L’auto è finita addosso alla fiancata del pulmino, concludendo la propria corsa dopo qualche metro. Il minibus invece ha superato l’incrocio ed è dapprima finito nel canale laterale, sulla destra della strada, poi si è ribaltato nella terra.

Ad avere la peggio l’occupante del Mercedes ed uno dei passeggeri del pulmino, sono stati entrambi trasportati in ospedale con diverse ferite, ma fortunatamente dalle prime valutazioni mediche non sarebbero in pericolo di vita. Ferite lievi per tutti gli altri operai, costretti a rompere a calci i vetri del minibus per poter uscire.

Sul posto sono intervenute un’autogrù e diverse squadre di vigili del fuoco, ambulanze del 118, i carabinieri della stazione di Oria e di Francavilla F. e la Polizia Municipale di Francavilla da Fontana.Secondo quanto appreso, gli operai, tutti tedeschi, erano impegnati nella costruzione di un impianto fotovoltaico a poca distanza dal luogo dell’incidente. Finita la giornata lavorativa stavano facendo rientro verso il residence Parco Laurito, dove alloggiano.

fonte: oriainfo


lunedì 29 novembre 2010

Bergamo, si teme nuova vicenda Sarah Scazzi

BERGAMO, YARA GAMBIRASIO: UN'ALTRA RAGAZZA SCOMPARSA

BERGAMO, CASO YARA GAMBIRASIO: ANCORA UNA RAGAZZA SCOMPARSA. Nuova vicenda Sarah Scazzi? Si chiama Yara, ha 13 anni ed è misteriosamente scomparsa nel nulla venerdì scorso. Mentre ancora si indaga sull'omicidio di Sarah Scazzi, la cronaca purtroppo ci sottopone un nuovo caso.

A Brembate di Sopra paesino in provincia di Bergamo, venerdì scorso è misteriosamente scomparsa nel nulla Yara Gambirasio, una ragazza di 13 anni considerata una giovane promessa della ginnastica ritmica.
L'ultima volta che Yara Gambirasio è stata vista è quando intorno alle 18,30 di venerdì scorso ha lasciato il palazzetto dello sport di Brembate, lasciando perdere ogni traccia.

Dal palazzetto a casa sua ci sono appena 700 metri, ed è necessariamente in questo percorso che la giovane è sparita.
Le indagini sono state prontamente avviate, ma al momento la polizia non sembra avere elementi utili a chiarire le dinamiche dei fatti.

L'unica cosa certa è che il suo cellulare non trasmette alcun segnale a partire dalle ore 18,50 di quel venerdì.
Come naturale che fosse, anche la rete si è già mobilitata per ritrovare Yara. Gambirasio Su Facebook è stato appositamente creato un gruppo.

Un appello personale :
Si invitano tutti gli equipaggi del 118 a memorizzare il volto di questa ragazza !


sabato 27 novembre 2010

Incidente sull'incrocio Oria-Cellino S. M.


TORRE SANTA SUSANNA - Tre persone sono rimaste ferite ieri mattina alle 10 in uno scontro tra due auto avvenuto all’incrocio Torre-Mesagne sulla provinciale Oria-Cellino.
Una Fiat Multipla guidata dall’oritano Carmelo Sasso 60 anni, si è scontrata la Opel Astra su cui viaggiavano Giovanni Rollo, 51enne e sua moglie Annarita De Nuzzo, 44enne, entrambi di Erchie.
A causa del violento impattola Fiat Multipla dopo una carambola ha terminato la sua corsa contro un segnale stradale, mentre la Opel Astra si è fermata ad un centinaio di metri dall’incrocio.
Sul posto, allertati dagli automobilisti di passaggio, sono sopraggiunti i sanitari del 118 delle postazioni di Torre Santa Susanna ed Oria. I soccorritori hanno trasportato tutti e tre i feriti presso l’ospedale di Francavilla Fontana.
Sul posto giungevano anche i carabinieri della stazione di Torre Santa Susanna al comando del maresciallo capo Donato Rizzello per accertare l’esatta dinamica dell’incidente.
Secondo i medici del nosocomio della città degli Imperiali che hanno sottosto le tre persone coinvolte nel sinistro stradale ad accertamenti sanitari, le loro condizioni non sarebbero gravi, ma solo tanta paura e lievi ferite guaribili in 20 di giorni. I militari dell’Arma sono in attesa dei referti medici per procedere all’accertamento delle responsabilità ed elevare sanzioni amministrative per violazione al codice della strada. L’incrocio dove si è verificato l’incidente è spesso teatro di sinistri anche mortali. Da più parti è stata sollevata la richiesta di collocare una rotatoria all’incrocio per snellire il traffico facendo cosi diminuire il rischio di incidenti stradali.

Fonte: senzacolonne.it

domenica 21 novembre 2010

Fiore: sconcerto per ricorso a Corte costituzionale su legge piano rientro

Considero l'atto del Governo sconcertante e sconsiderato".

Con riferimento alla nota del Dipartimento per gli Affari Regionali con la quale è stata resa nota la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale anche le leggi regionali n.11 e n.12 del 2010 della Regione Puglia (Adempimenti in materia di Piano di Rientro), l'assessore alle Politiche della Salute prof. Tommaso Fiore, dichiara quanto segue:

“Considero l'atto del Governo sconcertante e sconsiderato. Le norme sono state discusse ed approvate dal Consiglio Regionale di Puglia per venire incontro alle richieste dei tre Ministri Tremonti, Fazio e Fitto e per raggiungere una ordinata firma del Piano di Rientro. Esse sono state a loro volta osservate creando un corto circuito giuridico all'unico scopo di evitare di entrare nel merito politico della vicenda. Questa posizione del Governo sarà oggetto di un approfondimento nelle prossime ore, non escludendosi da parte della Regione di chiedere il rispetto dei principi di leale collaborazione tra istituzioni della Repubblica, platealmente violate dalla nuova iniziativa governativa”.


19/11/2010
fonte: sudnews.it

Le associazioni di volontariato scrivono ai politici sul Piano di rientro della Sanità pugliese

Siamo preoccupati che la mancata approvazione del piano di rientro in tempi rapidi, possa comportare la perdita dello stanziamento di 500 milioni di euro a favore del servizio sanitario pugliese.

Lettera aperta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Silvio Berlusconi

Al Ministro dell'Economia e delle Finanze On.le Giulio Tremonti

Al Ministro per la Salute On.le Ferruccio Fazio

Al Ministro per i rapporti con le Regioni On.le Raffaele Fitto

Al Presidente della Regione Puglia Dott. Nichi Vendola

All'Assessore alla Sanità della Regione Puglia Dott. Tommaso Fiore


Di giorno in giorno diventa sempre più drammatica la situazione dei cittadini pugliesi che hanno bisogno di cure ed assistenza sanitaria. I drastici tagli di spesa pubblica connessi con il piano di rientro in ambito sanitario, stanno determinando sul territorio condizioni di grave difficoltà. Sempre più spesso i nostri concittadini chiedono aiuto alle organizzazioni di terzo settore lamentando l'impossibilità di sottoporsi a terapie, interventi e/o esami ed indagini indispensabili per la loro sopravvivenza. In tanti sono costretti a rinviare anche di un anno una cura che potrebbe salvare loro la vita. In troppi si rivolgono a noi angosciati perché non sanno se riusciranno a resistere. Comprendiamo bene le ragioni tecniche e politiche che impongono di non sprecare le risorse pubbliche, razionalizzare le spese, tenere fede agli impegni internazionali assunti dal nostro Paese. Siamo consapevoli che la gestione sanitaria pugliese presenta ancora problemi di coerenza e di efficacia che dilapidano risorse preziose. Sappiamo anche che i tempi di crisi in cui viviamo ci pongono di fronte all'impossibilità oggettiva di sostenere capitoli di spesa che non siano sorretti da oculate azioni di programmazione e di controllo. Tuttavia siamo anche consapevoli che ogni azione di buon governo non può prescindere dal rispetto di quelle norme etiche e civili di base che rappresentano il fulcro su cui si costruisce e si regge uno Stato. Una comunità può progredire solo se è in grado di garantire la sopravvivenza dei propri membri: anche questa è una regola inderogabile con una sua logica molto stringente. Per questo chiediamo che il necessario risanamento economico e finanziario della sanità pugliese non venga costruito sul sacrificio dei più deboli.Siamo preoccupati che la mancata approvazione del piano di rientro in tempi rapidi, possa comportare la perdita dello stanziamento di 500 milioni di euro a favore del servizio sanitario pugliese. Una simile eventualità comporterebbe la condanna a morte per molti nostri concittadini, soprattutto per chi a stento è riuscito a sopravvivere fino ad oggi a condizioni di povertà e di sofferenza. Per questo invitiamo ognuno di Voi a fare quanto necessario od utile per chiudere il più rapidamente l'accordo relativo al piano di rientro. Anche perché, non é superfluo rimarcarlo, ormai per molti pugliesi è a rischio soprattutto il diritto alla salute sancito dall'art. 32 della nostra Costituzione. Con questo appello non vi chiediamo di dimostrarvi dei grandi statisti capaci di risolvere magistralmente problemi difficili e complessi, ma semplicemente delle persone dal cuore umano che sanno dedicare la dovuta attenzione ed il giusto rispetto per chi vive nel dolore e nell'indigenza.

Lì, 18 novembre 2010

Primi Firmatari: Comunità Emmanuel, Fondazione don Tonino Bello, Auser Puglia, Gruppo di Volontariato Vincenziano Puglia, Fidas Puglia, APIS (Agenzia Pugliese di Intervento e Studio sulle Dipendenze Patologiche), Agesci Lecce 3, Associazione Insieme per i Disabili, Associazione Luce e Sorrisi, C.A.Di.S. (Coordinamento Associazioni Disabili Salento), Consulta Salute CSVS, Associazione C.U.A.M.J. (Centro Universo Autistici meridionale Jonico), Associazione Sfera, Associazione Tonga Soa.

18/11/2010


sabato 20 novembre 2010

Latiano: tragico incidente, morta madre e figlia

Tragico incidente a Latiano, deceduta una giovane madre e la figlioletta di appena un anno.

tragico incidente stradale

Foto di repertorio

Questa sera intorno alle 19:30 una Fiat Punto è uscita di strada nei pressi di una curva sulla provinciale che collega Mesagne a Latiano, l’auto probabilmente a causa dell’alta velocità si è cappottata più volte. Benedetta Costantini, di 21 anni, e la figlia Matilde Baldaro, di appena un anno, sono decedute.

La vettura era condotta dal padre della piccola, Giovanni Baldaro, di 27 anni, che è ricoverato in gravissime condizioni presso l’ospedale di Taranto.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Mesagne i Vigili del fuoco del Comando Provinciale di Brindisi e diverse autoambulanze del 118.


fonte:http://news.oria.info

HOUSE JONICA SERVICE: LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE


“Fp Cgil, Cisl Fps e Uil Fpl, assieme alla stragrande maggioranza dei lavoratori della House Jonica Service, contestano l’operato dell’Amministratore Unico, il Dr Mancini e del Commissario Straordinario, Dr Colasanto per la profonda mancanza di rispetto delle parti negoziali e dei legittimi rappresentanti dei lavoratori, e avviano le procedure per l’attivazione dello stato di agitazione e di ogni altra iniziativa fin quando non saranno ripristinati i dovuti livelli di confronto e di correttezza amministrativa.” Questa la sintesi della conferenza stampa indetta dai tre sindacati CGIL-CISL-UIL Funzione Pubblica, presenti i rispettivi segretari provinciali, Cosimo Bellanova, Cosimo Nasole, Franco Brunetti. La House Jonica Service è una azienda privata il cui azionista unico è l’ ASL di Taranto; nata a seguito delle cosiddette internalizzazioni, ha acquisito le principali attività di servizio all’interno dei vari presidi sanitari occupando circa 650 operatori, in precedenza dipendenti di varie piccole società private e cooperative. Altri 200 occupati nelle società La Cascina e Chemipul sono stati esclusi dal processo di internalizzazione e rappresentano uno dei motivi di confronto che i sindacati richiedono di avere con la regione Puglia e la direzione locale dell’ ASL. Le tre segreterie sindacali , che hanno indetto un assemblea dei lavoratori per giorno 17 novembre alle ore 11,00 nell’auditorium dell’ospedale Moscati, ritengono che, trascorsi ormai tre mesi dall’avvio delle attività, si debba procedere ad un confronto per una diversa organizzazione dell’assetto aziendale; rivendicano la necessità di mantenere aperto un canale di comunicazione con la direzione aziendale; in particolare rilevano che i lavoratori non hanno la possibilità di interfacciarsi con un ufficio personale e che sono stati invitati a comunicare solo a mezzo fax. Le maggiori critiche sono rivolte nei confronti dell’amministratore unico dr. Massimo Mancini e dell’assessore regionale alla salute dr. Tommaso Fiore, ai quali si chiede di dare risposte alle diverse richieste inoltrate nel recente passato. Abbiamo raggiunto al telefono il dr. Mancini, che ha così risposto alle contestazioni dei sindacati: “Le domande che i sindacati rivolgono sono del tutto retoriche in quanto le risposte sono ben conosciute; se il problema è solo quello di formalizzarle per iscritto, i termini evidentemente cambiano. Occorre innanzitutto inquadrare le problematiche nell’ambito temporale; l’ House Jonica Sevice ha avviato le attività solo nel mese di agosto 2010; l’abbiamo fatto in condizioni di emergenza avendo a disposizione tempi molto ristretti. Per questo sul piano logistico l’aera amministrativa è stata provvisoriamente allocata nella sede della direzione della ASL; è di tutta evidenza che in questa sede non sia possibile ricevere oltre 650 dipendenti che quotidianamente propongono problematiche di varia natura. Per questo abbiamo ritenuto di limitare a due i giorni di ricevimento e abbiamo invitato a trasmettere a mezzo fax o con e_mail ogni eventuale richiesta. Un modo per rendere la comunicazione più fluida, più efficace, ovvero il contrario di quanto i sindacati denunciano. La struttura amministrativa sarà sicuramente adeguata e certamente avremo a breve un sito più idoneo. Abbiamo impiegato 60 giorni per le procedure previste all’atto della assunzione, comprese le visite mediche di idoneità e le relative analisi cliniche. Sono tempi assolutamente fisiologici per la massa di soggetti interessati. Le buste paga, ricordo che siamo solo alla terza mensilità, sono assolutamente in linea con la applicazione del contratto di lavoro; stiamo provvedendo a inserire sul sito istituzionale (www.housejonicaservice.com) una legenda esplicativa della lettura della busta paga; e siamo altresì in fase di programmazione di corsi di formazione. Per quanto attiene ai lavoratori attualmente impiegati dalla Cascina e da Chemipul non posso che ribadire la esigenza inderogabile di pieno rispetto delle normative. Dunque ogni richiesta che vada in senso contrario non potrà trovare accoglimento” . Sembra dunque che tutto nasca solo da una difficoltà di comunicazione. E allora forse sarebbe utile che l’attuale commissario della ASL, dott. Colasanto, rappresentante del “scoio unico” della HJS, assuma la iniziativa di convocare le parti per rimediare a questa mancanza di sintonia e riporti il tutto alla normalità. Anche perchè, è bene ricordarlo, questi lavoratori svolgono una funzione importante per il sistema salute, e dunque eventuali azioni di lotta non potrebbero che riverberare effetti negativi sulla popolazione intera.

Francesco Ruggieri

fonte:http://www.pugliapress.org

martedì 9 novembre 2010

Per chi crede ancora a babbo Natale !!

Ri o Dis – organizzazione del Sistema Emergenza Territoriale 118.

Con nota del 25 ottobre u.s., riflettente l’oggetto, la Funzione Pubblica CGIL rappresentava fondamentalmente che “dopo aver denunciato l’enorme ritardo accumulato dalla ASL BR nella gestione del processo di internalizzazione (ad oggi solo un piccolissimo segmento operativo è stato internalizzato, contrattualizzando appena 34 lavoratori), scopriamo addirittura che la stessa Azienda vuole portare avanti, invece, l’obiettivo di ESTERNALIZZARE del tutto il Servizio Emergenza Territoriale 118”.

A tale nota, si sono susseguite alcune prese di posizione della ASL BR fuorvianti, rispetto ai problemi trattati. È incredibile come i vertici Aziendali continuino a non dare risposte concrete!
Non riusciamo a comprendere a quali punti di criticità fa riferimento il Direttore del Servizio 118 Brindisi.
È fantasmagorico dare delle soluzioni (a scatola chiusa) senza prima inquadrare le problematiche tecnico – organizzative. Come al solito assoluto silenzio alle precise osservazioni formulate dalla F.P.CGIL.
Quali sono le criticità del Sistema Emergenza Territoriale 118 Brindisi?
Cosa si può fare per meglio tutelare il bene Salute del Cittadino Pugliese e nello stesso tempo garantire agli operatori del settore un minimo di dignità Socio – Professionale?
È lecito che nonostante gli anni trascorsi e i numerosi incontri aziendali a tutt’oggi non si è ancora addivenuti alla soluzione di alcune problematiche che sicuramente migliorerebbero la qualità del servizio e la soddisfazione degli operatori.
Allo stato la qualità del servizio è garantita solo dalla operosità ed estrema dedizione al sacrificio degli stessi operatori.
Ad esempio si ricorda che nella nostra ASL esistono postazioni medicalizzate (ASL – Soccorso avanzato) in cui il medico è costretto a svolgere le sue funzioni in assenza di un infermiere professionale!
Questo ovviamente comporta un aggravio di competenza e di professionalità che vanno ben oltre i compiti di un medico.
Inoltre, la proposta di Ri – organizzazione 118 in argomento, è in netto contrasto con quello che è previsto dalla normativa vigente in tema di organizzazione del Servizio Emergenza Territoriale 118.
In attesa che i Vertici Aziendali ci diano delle risposte chiare, ribadiamo che qualità va di pari passo con la internalizzazione del sistema.
Riteniamo che, solo creando una categoria di lavoratori dedicati al servizio e gratificati dal proprio lavoro, si possa innalzare il livello di qualità del 118 Brindisino che già, grazie ai sacrifici degli operatori attualmente in servizio, ottiene risultati che regioni più avanti di noi ci invidiano.
Infine, registriamo che la ASL sta per riorganizzare, come sopra rappresentato, l’intero Sistema Emergenza Territoriale 118 (esternalizzandolo del tutto!!!) eludendo il previsto confronto con le Organizzazioni Sindacali, nonostante le formali richieste di incontro, il che significa costringere, oltretutto, la Funzione Pubblica CGIL a dover ricorrere al Giudice del Lavoro per manifesta attività antisindacale (ex art.28 Statuto dei Lavoratori).

COMUNICATO STAMPA FP CGIL BRINDISI


fonte: http://www.mesagne.net

lunedì 1 novembre 2010

Auto dei carabinieri coinvolta in un incidente. Il militare paga danni allo Stato


Lo rivela “Quattroruote”, la cifra detratta in busta paga. Roma, 25 ott – Se una gazzella dei carabinieri resta coinvolta in un incidente stradale, chi sta alla guida è tenuto a risarcire allo Stato i danni subiti dal veicolo. E la somma viene sottratta dalla busta paga. A rivelarlo è il prossimo numero di “Quattroruote”. Il mensile propone un caso: una gazzella dei carabinieri in corsa per raggiungere prima possibile il luogo in cui una donna è stata vittima di un’aggressione. Un’imprevisto sulla strada provoca una collisione fra più vetture, anche quella dell’Arma, e a causa dell’incidente il carabiniere alla guida si vedrà trattenere dalla busta paga come “recupero spese”, l’ingente somma per coprire, in tutto o in parte, i danni. E’ quello che recentemente è accaduto a un militare dei carabiniere che si è visto addebitare 8.000 euro. Gli autisti delle autopattuglie – spiega Quattroruote – sono responsabili dei danni che arrecano ai veicoli dell’amministrazione, anche se corrono per salvare una vita. La materia si rifà all’articolo 177 del Codice della strada, che in sostanza dice: le auto della polizia, dei vigili del fuoco, di alte personalità e le ambulanze, quando utilizzano in modo continuo i dispositivi supplementari di allarme di cui sono dotate (luce blu più sirena), non sono tenute a rispettare le norme di comportamento previste dal Codice della strada, ma devono, in ogni caso, comportarsi con la massima prudenza. (ANSA)

Sanità, la Cgil attacca l’Asl: “Altro che internalizzazioni, il 118 andrà agli esterni”

BRINDISI – In attesa dello sblocco sulle internalizzazioni, l’Asl di Brindisi ridisegna il quadro organico per la copertura infermieristica del 118. Ma la Cgil protesta e parla addirittura di un ritorno alla politica delle esternalizzazioni, proprio quando la Regione sostiene che invece occorra seguire il percorso inverso. “Non solo – si lamenta il sindacato -, c’è da registrare che le internalizzazioni stanno avvenendo a Brindisi con grave ritardo rispetto alle altre province della Puglia, visto che sono solamente 34 i contrattualizzati”.

Il segretario provinciale Cgil Antonio Macchia ha scritto all’assessore regionale Tommaso Fiore per illustrare il problema: ““Desideriamo segnalare lo scollamento che ogni giorno si registra tra le politiche perseguite dalla giunta Vendola e la gestione dell’Asl Brindisi, che dimostra di non essere in linea con le direttive regionali”. Dopo aver denunciato “l’enorme ritardo accumulato dall’Asl Brindisi nella gestione del processo di internalizzazione (ad oggi solo un piccolissimo segmento operativo è stato internalizzato, contrattualizzando appena 34 lavoratori), scopriamo addirittura che la stessa azienda vuole portare avanti, invece, l’obiettivo di esternalizzare del tutto il servizio emergenza territoriale 118”.

Nella lettera inviata a Fiore si fa riferimento ad una proposta-documento firmata dal direttore generale e dal responsabile del servizio Territoriale 118, “con il quale viene riorganizzato il servizio, ampliando le convenzioni con altre associazioni di volontariato e lasciando trasparire, tra l’altro, una organizzazione apicale con l’accentramento di poteri assoluti verso un unico soggetto”. L’organizzazione sindacale non comprende “la necessità di continuare a produrre categorie di lavoratori “atipici” in una regione che fonda il proprio credo sulla tutela delle categorie più deboli e svantaggiate. Il ricorso a queste forme di discutibili rapporti di “lavoro-volontariato” ha comportato il realizzarsi di categorie di lavoratori socialmente penalizzati sia dal punto di vista prettamente economico che previdenziale. Inoltre, permette a qualcuno di avere un controllo coercitivo su queste categorie di lavoratori che pur di non perdere quel minimo di sostentamento, che spesso non gli consente nemmeno di arrivare alla metà del mese, soccombono a capo chino alle più disparate richieste”.

Ma quali sono le novità previste dalla proposta? Si parla di due convenzioni (ambulanza con un autista-soccorritore e un volontario-soccorritore) con le associazioni di volontariato della provincia di Brindisi per le postazioni 118 di Fasano e San Pietro Vernotico. Prevista anche l’assegnazione di sei infermieri attualmente in servizio presso ciascuna delle unità operative di pronto soccorso di Fasano e San Pietro. Altre due convenzioni (ambulanza con un autista-soccorritore, un volontario-soccorritore e un infermiere) sempre con le associazioni di volontariato, ma questa volta per Ostuni e Francavilla. Infine, l’integrazione dei Punti di Intervento Territoriali di Ceglie e Mesagne nella struttura sovradistrettuale 118 di Brindisi con particolare riferimento al personale attualmente in servizio (autisti, infermieri e medici) e ai mezzi di soccorso.

Il direttore generale dell’Asl Br/1, Rodolfo Rollo, dal canto suo non vuole sentire parlare di facile ritorno alle esternalizzazioni: “Abbiamo solo dovuto riorganizzare il quadro, nulla di più. La mia unica preoccupazione – spiega – è quella di dover coprire e garantire il doppio turno infermieristico nei pronti soccorsi della provincia. In attesa che si sblocchino le internalizzazioni, questa è l’unica che ci sembra attuabile”.

di M.I. » 28 ottobre 2010

fonte:http://www.brindisireport.it