sabato 5 marzo 2011

Puglia INTERNALIZZAZIONE Servizi Sanità: Sentenza Corte Costituzionale

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale
il percorso deve riprendere
   La recente Sentenza della Corte Costituzionale che tocca, tra l’altro, alcuni articoli della Legge Regionale 4/2010 relativi al processo di internalizzazione dei Servizi della Sanità pugliese,conferma la legittimità del percorso intrapreso e fortemente voluto dai Lavoratori con il sostegno continuo della Unione Sindacale di Base.
                                                                                                                                                                
         Nel dettaglio, la sentenza della Suprema Corte pone invero alcuni rilievi riguardo a determinati aspetti e criteri che dovranno essere osservati:

Ø la non procedibilità ad assumere “... a tempo indeterminato”  è motivata dalla necessità di attenersi a quanto previsto dalle Leggi nazionali che normano la materia; per la Corte non può essere una Regione a stabilire la tipologia di contratto;
Ø la incostituzionalità di parte del comma 4 impone l’esigenza di effettuare la “selezione” per il passaggio del personale già in servizio con le Aziende esterne che cedono il servizio alle Società in house.

Approfondiremo i contenuti della Sentenza con i nostri Legali ed Esperti e discuteremo insieme ai Lavoratori sulle iniziative da mettere in campo per riprendere in tutte le ASL l’iter per l’internalizzazione dei servizi.

In tal senso, sono state programmate già alcune ASSEMBLEE che si terranno:

Martedì 8,  ore 17
USB TORREMAGGIORE/FOGGIA    Via Magenta 39

Mercoledì 9,  ore 16.30
USB BARI – Via Pisacane, 91

    Come USB, non avendo mai abbassato la guardia rispetto ad una vertenza che pone al centro la sacrosanta esigenza di superare la precarietà del lavoro e della vita, da oggi riprenderemo a premere presso tutte le Istituzioni nazionali e regionali, oltre alle Direzioni Genareli delle ASL  pugliesi, affinchè siano individuate le opportune soluzioni per proseguire un progetto che, ricordiamo, restituisce dignità e diritti ai Lavoratori, fa risparmiare risorse economiche alla collettività e migliora i servizi agli utenti.   

Consulta, terremoto nella sanità annullate migliaia di assunzioni


La Corte costituzionale ha bocciato la legge regionale sulle stabilizzazioni: per migliaia di dipendenti torna lo spettro della precarietà. Coinvolti dirigenti, medici dei reparti e del 118, lavoratori socialmente utili. L'assessore Fiore: "Sconfitta politica"

di PIERO RICCIConsulta, terremoto nella sanità annullate migliaia di assunzioniQuelli che temevano di più la sentenza della Corte costituzionale, i lavoratori "schiavizzati" da aziende di servizi che speravano di essere internalizzati dalle società in house costituite dalle Asl, saranno i meno colpiti dal giudizio della Consulta: potranno anche essere assunti nelle società pararegionali, ma possono scordarsi un contratto a tempo indeterminato. 

La legge 4 del 2010, quella che dettava norme urgenti in materia di sanità e di servizi sociali, è stata praticamente decimata in tutti gli articoli studiati ad hoc per declinare al passo la precarietà del lavoro nel sistema sanitario pugliese. Dopo la relazione del giudice Sabino Cassese, per migliaia di lavoratori che erano stati stabilizzati, assunti a tempo indeterminato, c'è la barriera insormontabile della Consulta.
"È una sconfitta politica", osserva l'assessore alle politiche della salute, Tommaso Fiore. Ma lo dice, a caldo, conoscendo solo una parte della sentenza appena pubblicata e che gli avvocati della Regione stanno studiando. "Hanno lasciato in piedi il giocattolo delle società in house", aggiunge l'assessore. Ma quello che è stato smontato è il complesso delle stabilizzazioni e delle assunzioni.

Per esempio è incostituzionale la norma che consentiva ai dirigenti medici di restare in servizio dopo cinque anni in una disciplina diversa di quella per la quale erano stati assunti. È illegittima anche la norma che ha permesso al personale a tempo indeterminato presso aziende o enti del servizio sanitario nazionale (SSN) ma in servizio a tempo determinato al 31 dicembre 2009 presso un'azienda o ente del servizio sanitario della Regione Puglia, di restare in Puglia a tempo indeterminato.

La mannaia dei giudici costituzionali colpisce anche la stabilizzazione degli ex Lsu in servizio da cinque anni nei servizi di riabilitazione, tossicodipendenze, assistenza domiciliare integrata e prevenzione. Così per i co. co. co adibiti al servizio di assistenza domiciliare, riabilitazione e integrazione scolastica.
Salta la norma per i medici precari del 118 da almeno tre anni. A farne le spese sono anche i medici precari che lavoravano per l'Ares e quelli in servizio negli istituti penitenziari. Ce n'è anche per i direttori generali: non perderanno il posto, ma non potranno avere uno stipendio annuo superiore ai 111mila euro.
E ancora: non è valida la riserva del 50 per cento dei posti nei concorsi per gli interni tra i quali erano stati ripescati (in modo incostituzionale) anche i titolari di rapporto di lavoro a tempo determinato nelle asl per progetti finalizzati. Via dai concorsi anche la riserva del 10 per cento per i lavoratori in mobilità delle cliniche private. Illegittime anche le norme che non escludono dalle norme di stabilizzazione "il personale delle aziende ospedalierouniversitarie o, comunque, non prevedono un rinvio a protocolli di intesa tra università ed enti ospedalieri nè alcuna forma di intesa con il rettore". La meno devastante delle censure costituzionali è appunto la parte che riguarda le internalizzazioni.

"La Corte smonta la nostra ipotesi del tempo indeterminato che per noi è un valore perché noi lottiamo contro ogni forma di precarietà. Per il resto  -  ha concluso l'assessore  -  le sentenze si applicano. Chiederemo subito un incontro al ministro Fitto, dopo gli impegni assunti per individuare una soluzione". E così auspica il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna: "Sono certo che il governo regionale troverà le soluzioni più opportune". Per Rocco Palese (Pdl) "è una sconfitta amministrativa ed è una bocciatura dell'uso politicoelettorale di leggi regionali". 

lunedì 21 febbraio 2011

Brindisi, latitano le ambulanze


BRINDISI - Ambulanze nuove acquistate dall’Asl di Brindisi per l’ospedale “Perrino” dirottate in poche ore verso altre strutture sanitarie della provincia. A denunciarlo è la Cisl di Brindisi, che in una nota a firma del segretario Corradino De Pascalis stigmatizza lo «spreco di risorse» prodotto dall’utilizzo di ambulanze private. «Sono ormai quasi due anni - scrive De Pascalis a nome della Cisl - che la Asl di Brindisi cerca di acquistare nuove ambulanze per il presidio ospedaliero “Perrino”, ma non si sa per quale mistero o per quale maledizione, appena giunte in quell’ospedale, esse vendono dirottate presso altre destinazioni».

Il segretario provinciale della Cisl 
sottolinea l’incongruenza dell’utilizzo, da parte del “Perrino”, di «ambulanze vecchie di circa tredici anni e quindi non idonee e forse anche fatiscenti per il trasporto degli ammalati» mentre altri stabilimenti ospedalieri vengono dotati di mezzi di ultimissima generazione che, secondo quanto denunciato dalla Cisl, restano quasi inutilizzate. Una circostanza, quest’ultima, negata con forza dal direttore generale della Asl Rodolfo Rollo. «Il nostro parco ambulanze - spiega -, che non si può certo definire vasto, viene utilizzato al 100%». «A quale logica - prosegue la denuncia della Cisl rispetto al trasferimento delle ambulanze in provincia ed all’utilizzo di mezzi privati per il “Perrino” - risponde tutto ciò? Come mai gli atti deliberativi della Direzione Generale sono motivati dalla necessità di acquistare ambulanze nuove e rispondenti alle necessità del polo ospedaliero “Perrino” e poi le stesse sono dirottate dallo stesso verso altri stabilimenti ospedalieri, di solito entro le prime 24 ore di possesso?». Una situazione aggravata ulteriormente, secondo il segretario della Cisl De Pascalis, dal «continuo ricorso alle ambulanze private» che produrrebbe un notevole aggravio di spesa. «Quello che sconcerta più di ogni cosa - aggiunge De Pascalis - è che, nelle apposite deliberazioni di liquidazione per il servizio reso dalle ambulanze private, si motiva tale ricorso in quanto “è stata accertata l’impossibilità ad utilizzare le ambulanze dell’azienda perché in riparazione o impegnate per altro trasporto o non idonee al trasferimento». Una fattispecie che la Cisl non condivide e definisce come uno spreco di risorse «che in questo particolare momento di difficoltà per la sanità pugliese, dovrebbe essere assolutamente evitato, anche per le evidenti incongruenze rispetto ai tagli di servizi socio-assistenziale a cui purtroppo sono sottoposti i pugliesi da diverso tempo». «Dal momento in cui un’ambulanza viene acquistata - risponde a distanza il direttore Rollo - è il dipartimento Emergenza-Urgenza ad indicare la destinazione migliore per il mezzo grazie ad una mappa precisa dei fabbisogni del territorio». L’utilizzo di ambulanze private, dunque, secondo quanto sottolineato dal direttore generale dell’Asl è una scelta che si fa «se non ci sono ambulanze disponibili e idonee». Per i trasporti di emergenza, infatti, il mezzo deve avere al massimo cinque anni mentre per quelli secondari, le ambulanze possono - per legge - essere anche più vecchie. «Si tratta - aggiunge Rollo - di un modo per tutelare tutto il territorio, grazie all’impegno ed alla professionalità delle cooperative e delle associazioni di volontariato che ci forniscono i mezzi». Riguardo al servizio di emergenze cardiochirurgiche, che la Cisl denunciava affidato - anch’esso - a privati, il dottor Rollo sottolinea come il “Perrino” sia uno dei primi centri in Puglia per l’angioplastica. «Per legge - conclude Rollo - mentre si sta trattando un’emergenza di questo genere deve esserci un’ambulanza di ultimissima generazione pronta a trasportare il paziente nel più vicino centro cardiochirurgico in caso di complicazioni. Il fatto che non siano mai state utilizzate è solo una buona notizia».
Lunedì 21 Febbraio 2011 - 13:15  

venerdì 11 febbraio 2011

Autocisterna incastrata sui binari, il treno la sfiora e la capovolge

foto tratte dal sito brindisireport.


FRANCAVILLA FONTANA – Tragedia sfiorata a Francavilla Fontana, sulla provinciale che conduce a Grottaglie, nei pressi del centro di carico intermodale-fantasma. Una autocisterna della Ip, la compagnia petrolifera assorbita da Api, è rimasta incastrata sui binari di un passaggio a livello proprio in coincidenza con la chiusura delle sbarre. Il mezzo pesante è stato miracolosamente solo sfiorato dal regionale in arrivo, il Brindisi-Taranto, diretto verso il capoluogo jonico. L’impatto fra il convoglio e il mezzo ha fatto rimbalzare nei campi l’autocisterna: vuota, e per fortuna.
L’incidente che ha paralizzato la circolazione stradale e ferroviaria, non ha mietuto vittime. Illeso il conducente dell’autocarro, il 47enne Angelo Rana, nato a Molfetta e residente a Massafra (Taranto). Leggermente ferite sono rimaste due donne, una 56enne e una 35enne, entrambe in viaggio sul regionale, ma se la sono cavata entrambe con qualche livido che non ha reso necessario nemmeno il trasferimento in ospedale.


Sul posto sono giunti a tempo di record i vigili del fuoco di Francavilla Fontana, insieme ai colleghi di Brindisi, i carabinieri della compagnia francavillese uomini della Polstrada e del 118. L’ingente spiegamento di mezzi è stato necessario per mettere in sicurezza la zona e regolare la circolazione, paralizzata a lungo sia sulla linea ferroviaria che sull’arteria stradale, allo snodo fra le due province di Brindisi e Taranto. I passeggeri se la sono cavata con uno spavento e un po’ di ritardo nell’arrivo a destinazione.
Le Ferrovie dello Stato hanno attivato per mezzo di Trenitalia un servizio di bus sostitutivi fra i due capoluoghi di provincia. Secondo i primi accertamenti, l’incidente sarebbe stato causato da fattori del tutto indipendenti dall’autista del mezzo pesante. L’autocisterna della compagnia petrolifera, a quanto pare, è rimasta incastrata sui binari a causa dell’asfalto in pessime condizioni sul ciglio dei binari, dunque il conducente non ha avuto il tempo di effettuare la manovra necessaria a superare il passaggio a livello.
di Sonia Gioia

giovedì 10 febbraio 2011

Gemelline scomparse




URGENTISSIMO!!! MASSIMA DIFFUSIONE QUESTE LE FOTE DELLE GEMELLINE SCOMPARSE!!! AIUTIAMO QUESTA MAMMA NELLA DISPERAZIONE "TOTALE " A RITROVARE LE SUE DUE BIMBE SONO GEMELLE "LIVIA ED ALESSIA"...

mercoledì 9 febbraio 2011

Lecce. Dibattito, domani, sul processo di internalizzazione dei servizi nelle Asl pugliesi bloccato dal governo nazionale






Si svolgerà domani, alle 18, presso l'Hotel Tiziano a Lecce un'assemblea pubblica organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà sul tema "Libertà e spazio pubblico: internalizzazioni dei servizi e lotta la precariato". 

Sarà un'occasione per discutere sul processo di internalizzazione dei servizi nelle Asl pugliesi bloccato dal governo nazionale come condizione per la firma del "Piano di Rientro" della Regione Puglia. 

Lo stop alle internalizzazioni, per Sel, rischia di produrre gravi conseguenze per la vita e il futuro di migliaia di lavoratori e lavoratrici. 

La Regione Puglia ha chiamato 'internalizzazione' l'auto-produzione di servizi alla persona mediante società in house delle Asl, concepita non solo come una trasformazione della condizione soggettiva di lavoro, ma come un netto miglioramento del servizio sanitario a partire dai ruoli più di trincea come nel caso del 118. 
Nelle prime stesure del Piano di rientro era stata considerata l'internalizzazione come una voce di risparmio, in quanto che le esternalizzazioni rappresentano una lievitazione incontrollata della spesa sanitaria. Poi la politica ha invaso il recinto della ricognizione tecnico-contabile mirata a determinare entità e tipologia dei tagli necessari. 

Assunzioni nella sanità, forse l’accordo a Roma






ROMA— La sentenza della Corte costituzionale arriverà oggi o domani: si saprà se la legge pugliese numero 4, con cui la Regione ha voluto iniziare un processo di internalizzazione dei precari della sanità, verrà definita valida o se invece verrà bocciata, come ha chiesto il governo, impugnandola. Nelle more, però, un risultato importante è stato raggiunto ieri al ministero per i Rapporti con le Regioni: dopo due ore di «chiarimento» su come si è proceduto da parte della Regione e da parte del governo -come ha sottolineato Raffaele Fitto -si è concordato che, a prescindere dalla sentenza della Consulta, si farà di tutto per risolvere il problema; ma -ha aggiunto il ministro -«nel rispetto delle procedure e senza creare illusioni» . In sostanza, si troverà un norma che porti avanti un processo che ha già consentito la stabilizzazione di una parte degli 8000 precari, mentre 3500 sono in attesa di un contratto a tempo indeterminato e di questi 650 sono nel limbo perché, mentre stavano per raggiungere l’agognato obiettivo, il ricorso alla Corte ha bloccato tutto. E una delegazione di questi lavoratori, tutti della Asl di Lecce, era ieri al ministero assieme all’assessore alla sanità e al presidente Nichi Vendola. Disponibilità L’assessore Tommaso Fiore ha spiegato che il ministro ha «manifestato una amplissima disponibilità ad entrare nel merito della questione, per tutelare i lavoratori assunti e avviare un percorso positivo per gli altri» . L’assessore ha quindi ricordato perché il governo ha impugnato la legge pugliese (avrebbe violato i limiti delle assunzioni nel pubblico impiego) e perché la Puglia pensa di essere nel giusto (ad assumere i lavoratori è una società privata, anche se partecipata al 100%da capitale pubblico). Vendola ha voluto chiosare il risultato dell’incontro positivo» : ha ricordato che il presupposto della legge era quello di offrire un servizio migliore, garantire un lavoro dignitoso senza costi aggiuntivi. Una spiegazione illustrata ieri e che avrebbe voluto dare il 29 luglio scorso, quando arrivò a Roma per firmare al ministero della Salute il piano di rientro dai debiti. Ma allora non fu ascoltato: né dal ministro Ferruccio Fazio e successivamente nemmeno dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il quale definì la Puglia a rischio default come la Grecia. commenti Questo ricordo polemico di Vendola («ma sono pronto ad accantonarlo» ) è arrivato durante la conferenza stampa al termine dell’incontro, in risposta all’affermazione di Fitto: «Il governo non ha mai avuto atteggiamento preconcetto, avendo rigettato 18 leggi di Regioni di destra e di sinistra. Se si fosse proceduto con il dialogo istituzionale, come è stato con l’Emilia, non si sarebbe arrivati a questo. Comunque si troverà una soluzione al problema e nel caso in cui la Corte ci desse torto vorrà dire che per la Puglia si procederà con una tipologia diversa dalle altre Regioni» . Nonostante questo gioco di fioretto, il governatore ha concluso: «Sono contento di fare gli elogi del ministro perché ora si potrà discutere senza pregiudizi» . Invece ancora in alto la mare la discussione per ripartire tra le Regioni il fondo nazionale per la salute: è fallita la mediazione dell’Emilia Romagna che aveva proposto di introdurre il criterio della povertà anche se in percentuali basse. I lavori riprendono oggi.


fonte: la voce di manduria



Internalizzazioni nella sanità, verso l’accordo

Corte CostituzionaleIn attesa della sentenza della Corte costituzionale prevista fra oggi e domani, giungono da Roma segnali di distensione fra governo nazionale, regionale e lavoratori precari della Sanità. Ieri sera infatti nella sede del Ministero per gli Affari regionali, il ministro Fitto il governatore Nichi Vendola e l’assessore Tommaso Fiore e una rappresentanza di lavoratori hanno tracciato un percorso comune da seguire. Ricordiamo intanto che la Corte costituzionale deciderà se la legge pugliese numero 4 con cui la Regione ha voluto iniziare un processo di internalizzazione dei precari della sanità, verrà considerata valida o sarà bocciata come richiesto dal governo centrale.
Dopo più di 3 ore di dialogo intenso fra le parti, si è concordato che, a prescindere dal pronunciamento della Corte Costituzionale, si farà di tutto per risolvere il problema occupazionale, ma sempre nel rispetto delle procedure e senza illudere nessuno. Il ministro Fitto, come sottolineato dall’assessore Fiore ha mostrano grandissima disponibilità a entrare nel merito della questione e vedere quindi come risolvere la questione degli internalizzandi, più di 3000 lavoratori. Anche il governatore Vendola ha definito l’incontro positivo.
B.S.

fonte:: antenna sudi

sabato 22 gennaio 2011

Sanità, anche Vendola in piazza a Roma la protesta dei precari



Sanità, anche Vendola in piazza
a Roma la protesta dei precari

Corteo e sit-in davanti al ministero, nella speranza di far breccia nel muro del governo che ha imposto alla Regione Puglia di bloccare il processo delle internalizzazioni come condizione per firmare il piano di rientro dal deficit sanitario. Tra i manifestanti anche il governatore


Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, partecipa oggi alla protesta che alcune centinaia di lavoratori pugliesi della sanità tengono a Roma, davanti al ministero della Salute. I lavoratori chiedono che sia proseguito il processo di 'internalizzazione', di assunzione cioè alle dirette dipendenze della sanità regionale delle persone che attualmente sono dipendenti di aziende che gestiscono servizi sanitari per conto delle Asl.

L'internalizzazione - che riguarda tra i 5.000 e i 6.000 lavoratori - è stata bloccata nelle scorse settimane perchè il governo ha posto lo stop come condizione per approvare il piano della Puglia di rientro dal deficit sanitario. "Vogliamo che il governo - ha detto Vendola - venga a vedere le carte, venga a vedere in quali condizioni lavorano queste persone, venga a verificare se ci sono realmente sprechi, perché pensiamo che assumere queste persone significa risparmiare e non significa avere maggiori spese". Con Vendola, hanno partecipato alla protesta gli assessori regionali alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, e alle politiche giovanili, Nicola Fratoianni, e il segretario regionale pugliese del Pd, Sergio Blasi.

La necessità di riaprire un dialogo con il governo sulla questione è stata anche sancita due giorni fa in un ordine del giorno approvato durante la riunione del consiglio regionale dalla maggioranza di centrosinistra e dall'Udc (al momento del voto i consiglieri di centrodestra abbandonarono l'aula). Nel corso della riunione dell'assemblea regionale, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, venne insultato e minacciato di morte dai lavoratori assiepati in Aula tra il pubblico, tanto che per lui si rese necessaria la scorta da parte della polizia. Prima della riunione del Consiglio regionale di martedì scorso erano stati numerosi gli appelli dei consiglieri regionali del centrosinistra - compreso quello del presidente dell'assemblea regionale, Onofrio Introna - affinché l'ordine del giorno fosse approvato all'unanimità e quindi anche dall'opposizione di centrodestra.
20 gennaio

venerdì 7 gennaio 2011

Sanità, oggi la marcia dei precari pugliesi ma l’Asl assume autisti della Croce rossa


Protesta dei lavoratori che dovevano essere “internalizzati” dalla giunta Vendola. Mincuzzi denuncia il caso di diciotto autisti della Croce Rossa ingaggiati per il 118 a settembre dall’azienda sanitaria di Bari

di LELLO PARISE

Accendono fumogeni, gridano slogan contro il precariato. Ma all’ora di pranzo l’assembramento davanti alla sede del consiglio regionale, si scioglie come la neve sotto il sole. Ritorneranno alla carica oggi: «Saremo molti di più. Arriveranno anche dalle altre province a darci man forte».

Infreddoliti e irritati. Sono gli operatori della sanità. Dovevano essere “internalizzati” dalla giunta Vendola, ma il ministro Tremonti si era messo di traverso e aveva minacciato di non concedere alla Puglia qualcosa come 500 milioni di euro — soldi per coprire i costi dell’assistenza — se la “operazione regolarizzazione” fosse andata avanti. Il rivoluzionario gentile era stato costretto ad ingoiare il rospo: riusciva comunque ad “inquadrare” quelli delle Asl di Taranto, Foggia e Barletta, poi lo stop governativo gli impedisce di fare la stessa cosa per Bari, Brindisi e Lecce.

Sarà la Corte costituzionale a stabilire chi ha ragione tra l’esecutivo del governatore e quello berlusconiano. «Rischiamo di avere figli e figliastri: chi è dentro resterà dentro, ma qualora la Consulta dovesse dare torto alla Regione, 2mila 500 lavoratori verrebbero condannati a girarsi i pollici» scuote la testa Massimo Mincuzzi, segretario della Fials, una delle quattro sigle sindacali i cui iscritti ieri animavano la protesta guardati a vista dai poliziotti, schierati per difendere il palazzo di via Capruzzi.

Già, figli e figliastri. Mincuzzi denuncia il caso di diciotto autisti della Croce Rossa ingaggiati per il 118 a settembre dall’azienda sanitaria di Bari, mentre gli altri aspiranti ad essere stabilizzati non sapevano a quale santo votarsi. «In nessuna pubblica amministrazione» spiega il sindacalista «è consentito assumere a tempo indeterminato nel momento in cui non ci sono posti vacanti in pianta organica».

E’ una guerra tra poveri. Fa da sfondo al piano di riordino degli ospedali che fino al 2012 imporrà risparmi per almeno 350 milioni di euro. Una brutta gatta da pelare, tra nosocomi che chiudono i battenti e più di duemila posti letto da mandare al macero. Ma l’assessore alla Salute Tommaso Fiore getta acqua sul fuoco: «Tranne che a Massafra, non ci sono malumori. Abbiamo l’opportunità di ragionare con tutti a proposito di quello vogliamo fare». 

A scanso di equivoci, il professore prestato alla politica avverte: «Io non sono il coperchio di una pentola in ebollizione. Piuttosto, evitiamo le finzioni. Della serie, decidiamo una cosa, ma non la facciamo. A me non piace il gioco delle tre carte. Diversamente, non più tardi di marzo 2011 saremmo destinati ad essere commissariati come è capitato alle altre regioni meridionali». Fiore, come al solito, non ha peli sulla lingua: «La riorganizzazione della rete ospedaliera è un processo irreversibile. Né del resto avremmo la possibilità di mantenere le cose come stanno, perché il numero del personale è basso». 

fonte bari.republica 

venerdì 31 dicembre 2010


In data 30/11/2010 presso la sede della Ass. Volontari Protezione Civile di Latiano Postazione Mezzi 118, alla presenza di tutti i Resp. delle Postazioni mezzi 118 Brindisi in assemblea si è Costituita " L'Associazione Corrdinamento Operatori 118 Brindisi" L'Associazione si prefigge e persegue i seguenti scopi: rappresentare, tutelare e difendere gli interessi professionali , sindacali, e contrattuali delle imprese, che gestiscono nella provincia di Brindisi le postazioni sanitarie 118 in convenzione con la ASL e La Regione Puglia.

sabato 18 dicembre 2010

Internalizzazioni Asl, nasce la “Sanitaservice ASL BR ??s.r.l.”

Prende corpo ufficialmente il processo di “internalizzazione” avviato dalla Azienda Sanitaria Locale di Brindisi. Con provvedimento N. 1.870 dell’ 1 giugno infatti, la Direzione Generale della A.S.L. ha costituito la “Sanitaservice ASL BR s.r.l.”, attraverso l’istituto dell’In House Providing, con Unico Socio e controllo analogo da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi. Amministratore Unico esterno è il Dr. Giuseppe Giuri

Questo avveniva a giugno, ma qualcuno sa se e ancora ufficiale la costituzione di questa società?



INTERNALIZZAZIONI DEI PRECARI

SCONTRO POLITICO SULLE INTERNALIZZAZIONI DEI PRECARI DELLA ASL DI LECCE

L'idea di Vendola sarà esposta nelle prossime ore dall'Assessore regionale Tommaso Fiore

Data: 08/12/2010 - 20_30
Rete: Telerama


fonte:http://www.rassegnastampacrp.com



Occupata la sede dell'Asl di Lecce Vendola e Fiore incontrano i precari


LECCE (8 dicembre) - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e l'assessore regionale alle Politiche della salute, Tommaso Fiore, hanno incontrato una delegazione di lavoratori precari della Asl di Lecce. "Voglio esprimere solidarietà ai lavoratori che chiedono la stabilizzazione - ha sottolineato Vendola - e dire loro che la partita politica si è appena aperta.
Sarò al loro fianco e ricordo a quegli esponenti del centrodestra, che dicono di esserlo anche loro, che loro in Parlamento possono agire perché sia modificata la norma del piano di rientro che blocca le assunzioni''.

''Ma il modello della destra - ha aggiunto - è il precariato: perché i precari si possono utilizzare in campagna elettorale, mentre gli assunti garantiti dalla legge non devono chinare il capo davanti ai caporali. E se poi questo modello salta a livello nazionale e le internalizzazioni come in Puglia diventano un esempio nazionale, ecco che allora per la destra arrivano altri problemi''. ''Per il piano di rientro - ha concluso Vendola - per ora abbiamo subito una sconfitta, la abbiamo accettata ma non ci fermeremo qui per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori sanciti anche da sentenze".

Hanno passato la notte nella sala conferenze della direzione generale dell’Asl, i lavoratori precari della sanità salentina. Hanno occupato questa mattina gli uffici di via Maglietta. I dipendenti hanno manifestato contro i vertici dell’azienda sanitaria che tengono sospeso il processo di internalizzazione, nonostante ci sia una sentenza del Consiglio di Stato, favorevole a tale provvedimento occupazionale.

Un esercito di lavoratori che ogni giorno popola i nosocomi, cercando di garantire servizi al malato prima di tutto, e che l’Asl non può più far lavorare.
A tenere legate le mani dei direttori dell’azienda sanitaria, il piano di rientro che il governo pugliese ha visto finalmente firmato dai ministri Tremonti, Fitto, Fazio e che prevede tra le altre cose, il blocco di ogni tipo di assunzione, internalizzazione compresa, pena la perdita di 500 milioni di euro del fondo nazionale sanitario.


LA PARTITA NON E’ CHIUSA !!

RIPRENDIAMO IL PERCORSO DI INTERNALIZZAZIONE.