"Soccorritori postazione 118 Oria" Questo vuol essere la piazza dei soccorritori 118 che essi siano dipendenti ASL o di strutture private e VOLONTARI della provincia di Brindisi e non, dove scambiare opinioni, confrontare le varie realtà, scambiarsi notizie e quant'altro possa essere utile per la crescita della nostra figura. Il BLOG è apolitico ! quindi astenersi dal fare commenti diretti a personaggi politici in forma anonima.
mercoledì 9 febbraio 2011
Internalizzazioni nella sanità, verso l’accordo
sabato 22 gennaio 2011
Sanità, anche Vendola in piazza a Roma la protesta dei precari
Sanità, anche Vendola in piazza
a Roma la protesta dei precari
Corteo e sit-in davanti al ministero, nella speranza di far breccia nel muro del governo che ha imposto alla Regione Puglia di bloccare il processo delle internalizzazioni come condizione per firmare il piano di rientro dal deficit sanitario. Tra i manifestanti anche il governatore
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, partecipa oggi alla protesta che alcune centinaia di lavoratori pugliesi della sanità tengono a Roma, davanti al ministero della Salute. I lavoratori chiedono che sia proseguito il processo di 'internalizzazione', di assunzione cioè alle dirette dipendenze della sanità regionale delle persone che attualmente sono dipendenti di aziende che gestiscono servizi sanitari per conto delle Asl.
L'internalizzazione - che riguarda tra i 5.000 e i 6.000 lavoratori - è stata bloccata nelle scorse settimane perchè il governo ha posto lo stop come condizione per approvare il piano della Puglia di rientro dal deficit sanitario. "Vogliamo che il governo - ha detto Vendola - venga a vedere le carte, venga a vedere in quali condizioni lavorano queste persone, venga a verificare se ci sono realmente sprechi, perché pensiamo che assumere queste persone significa risparmiare e non significa avere maggiori spese". Con Vendola, hanno partecipato alla protesta gli assessori regionali alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, e alle politiche giovanili, Nicola Fratoianni, e il segretario regionale pugliese del Pd, Sergio Blasi.
La necessità di riaprire un dialogo con il governo sulla questione è stata anche sancita due giorni fa in un ordine del giorno approvato durante la riunione del consiglio regionale dalla maggioranza di centrosinistra e dall'Udc (al momento del voto i consiglieri di centrodestra abbandonarono l'aula). Nel corso della riunione dell'assemblea regionale, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, venne insultato e minacciato di morte dai lavoratori assiepati in Aula tra il pubblico, tanto che per lui si rese necessaria la scorta da parte della polizia. Prima della riunione del Consiglio regionale di martedì scorso erano stati numerosi gli appelli dei consiglieri regionali del centrosinistra - compreso quello del presidente dell'assemblea regionale, Onofrio Introna - affinché l'ordine del giorno fosse approvato all'unanimità e quindi anche dall'opposizione di centrodestra.
sabato 8 gennaio 2011
|> Oria su internet si pronuncia Arpa-Oria <|: ORIA - MISTERO SULLA SCOMPARSA DI UN DIPENDENTE CO...
venerdì 7 gennaio 2011
Sanità, oggi la marcia dei precari pugliesi ma l’Asl assume autisti della Croce rossa
Protesta dei lavoratori che dovevano essere “internalizzati” dalla giunta Vendola. Mincuzzi denuncia il caso di diciotto autisti della Croce Rossa ingaggiati per il 118 a settembre dall’azienda sanitaria di Bari
di LELLO PARISEAccendono fumogeni, gridano slogan contro il precariato. Ma all’ora di pranzo l’assembramento davanti alla sede del consiglio regionale, si scioglie come la neve sotto il sole. Ritorneranno alla carica oggi: «Saremo molti di più. Arriveranno anche dalle altre province a darci man forte».
Infreddoliti e irritati. Sono gli operatori della sanità. Dovevano essere “internalizzati” dalla giunta Vendola, ma il ministro Tremonti si era messo di traverso e aveva minacciato di non concedere alla Puglia qualcosa come 500 milioni di euro — soldi per coprire i costi dell’assistenza — se la “operazione regolarizzazione” fosse andata avanti. Il rivoluzionario gentile era stato costretto ad ingoiare il rospo: riusciva comunque ad “inquadrare” quelli delle Asl di Taranto, Foggia e Barletta, poi lo stop governativo gli impedisce di fare la stessa cosa per Bari, Brindisi e Lecce.
Sarà la Corte costituzionale a stabilire chi ha ragione tra l’esecutivo del governatore e quello berlusconiano. «Rischiamo di avere figli e figliastri: chi è dentro resterà dentro, ma qualora la Consulta dovesse dare torto alla Regione, 2mila 500 lavoratori verrebbero condannati a girarsi i pollici» scuote la testa Massimo Mincuzzi, segretario della Fials, una delle quattro sigle sindacali i cui iscritti ieri animavano la protesta guardati a vista dai poliziotti, schierati per difendere il palazzo di via Capruzzi.
Già, figli e figliastri. Mincuzzi denuncia il caso di diciotto autisti della Croce Rossa ingaggiati per il 118 a settembre dall’azienda sanitaria di Bari, mentre gli altri aspiranti ad essere stabilizzati non sapevano a quale santo votarsi. «In nessuna pubblica amministrazione» spiega il sindacalista «è consentito assumere a tempo indeterminato nel momento in cui non ci sono posti vacanti in pianta organica».
E’ una guerra tra poveri. Fa da sfondo al piano di riordino degli ospedali che fino al 2012 imporrà risparmi per almeno 350 milioni di euro. Una brutta gatta da pelare, tra nosocomi che chiudono i battenti e più di duemila posti letto da mandare al macero. Ma l’assessore alla Salute Tommaso Fiore getta acqua sul fuoco: «Tranne che a Massafra, non ci sono malumori. Abbiamo l’opportunità di ragionare con tutti a proposito di quello vogliamo fare».
A scanso di equivoci, il professore prestato alla politica avverte: «Io non sono il coperchio di una pentola in ebollizione. Piuttosto, evitiamo le finzioni. Della serie, decidiamo una cosa, ma non la facciamo. A me non piace il gioco delle tre carte. Diversamente, non più tardi di marzo 2011 saremmo destinati ad essere commissariati come è capitato alle altre regioni meridionali». Fiore, come al solito, non ha peli sulla lingua: «La riorganizzazione della rete ospedaliera è un processo irreversibile. Né del resto avremmo la possibilità di mantenere le cose come stanno, perché il numero del personale è basso».
fonte bari.republica
venerdì 31 dicembre 2010
sabato 18 dicembre 2010
Internalizzazioni Asl, nasce la “Sanitaservice ASL BR ??s.r.l.”
INTERNALIZZAZIONI DEI PRECARI
SCONTRO POLITICO SULLE INTERNALIZZAZIONI DEI PRECARI DELLA ASL DI LECCE | |
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Occupata la sede dell'Asl di Lecce Vendola e Fiore incontrano i precari
Sarò al loro fianco e ricordo a quegli esponenti del centrodestra, che dicono di esserlo anche loro, che loro in Parlamento possono agire perché sia modificata la norma del piano di rientro che blocca le assunzioni''.
''Ma il modello della destra - ha aggiunto - è il precariato: perché i precari si possono utilizzare in campagna elettorale, mentre gli assunti garantiti dalla legge non devono chinare il capo davanti ai caporali. E se poi questo modello salta a livello nazionale e le internalizzazioni come in Puglia diventano un esempio nazionale, ecco che allora per la destra arrivano altri problemi''. ''Per il piano di rientro - ha concluso Vendola - per ora abbiamo subito una sconfitta, la abbiamo accettata ma non ci fermeremo qui per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori sanciti anche da sentenze".
Hanno passato la notte nella sala conferenze della direzione generale dell’Asl, i lavoratori precari della sanità salentina. Hanno occupato questa mattina gli uffici di via Maglietta. I dipendenti hanno manifestato contro i vertici dell’azienda sanitaria che tengono sospeso il processo di internalizzazione, nonostante ci sia una sentenza del Consiglio di Stato, favorevole a tale provvedimento occupazionale.
Un esercito di lavoratori che ogni giorno popola i nosocomi, cercando di garantire servizi al malato prima di tutto, e che l’Asl non può più far lavorare.
A tenere legate le mani dei direttori dell’azienda sanitaria, il piano di rientro che il governo pugliese ha visto finalmente firmato dai ministri Tremonti, Fitto, Fazio e che prevede tra le altre cose, il blocco di ogni tipo di assunzione, internalizzazione compresa, pena la perdita di 500 milioni di euro del fondo nazionale sanitario.
LECCE - PRECARI ASL dai TETTI ... TUTTI in STRADA
PRECARI ASL LECCE
DOPO I TETTI … TUTTI IN STRADA
Come Confederazione Regionale USB della Puglia esprimiamo pieno sostegno a tutti i Lavoratori interessati al percorso di internalizzazione dei servizi di ausiliariato e pulimento della ASL di Lecce che stanno conducendo da settimane una campagna di mobilitazione per vedersi riconosciuti i loro sacrosanti e legittimi diritti. In tal senso ci impegniamo a rilanciare la mobilitazione in tutto il territorio regionale.
Tante le iniziative messe in campo.
Ieri i Lavoratori hanno deciso di salire sui tetti della ASL per sollecitare ancora una volta Il Prefetto ed i Rappresentanti istituzionali ad attivarsi immediatamente per convocare un “tavolo di confronto”. Ciò al fine di discutere, nel merito, la proposta scaturita dalle assemblee tenutesi con gli stessi Lavoratori, che prevede l’impegno, da parte dei soggetti istituzionali interessati, a “stralciare” la norma che blocca le internalizzazioni dei servizi della ASL dall’accordo sul “Piano di rientro 2010-2012”.
Oggi, esasperati da 10 giorni di occupazione,
i Lavoratori proseguiranno la mobilitazione con una
ASSEMBLEA
VENERDI’ 17 Dicembre - ore 10
con CORTEO che partirà alle ore 11
dalla sede della ASL di Lecce per raggiungere la Prefettura, dopo aver attraversato le vie del centro
venerdì 3 dicembre 2010
Incidente: Un minibus si ribalta sulla Oria Carosino
Un minibus con a bordo otto operai si è ribaltato ieri sera a seguito di un impatto con un’automobile avvenuto nei pressi di un incrocio sulla Oria-Carosino.
Erano circa le 17:30 quando il Ford Transit che viaggiava dalle campagne di Carosino verso Oria, per ragioni in corso di accertamento, si è scontrato con la Mercedes Classe A guidata da un 24/enne francavillese, proveniente Francavilla.
L’auto è finita addosso alla fiancata del pulmino, concludendo la propria corsa dopo qualche metro. Il minibus invece ha superato l’incrocio ed è dapprima finito nel canale laterale, sulla destra della strada, poi si è ribaltato nella terra.
Ad avere la peggio l’occupante del Mercedes ed uno dei passeggeri del pulmino, sono stati entrambi trasportati in ospedale con diverse ferite, ma fortunatamente dalle prime valutazioni mediche non sarebbero in pericolo di vita. Ferite lievi per tutti gli altri operai, costretti a rompere a calci i vetri del minibus per poter uscire.
Sul posto sono intervenute un’autogrù e diverse squadre di vigili del fuoco, ambulanze del 118, i carabinieri della stazione di Oria e di Francavilla F. e la Polizia Municipale di Francavilla da Fontana.Secondo quanto appreso, gli operai, tutti tedeschi, erano impegnati nella costruzione di un impianto fotovoltaico a poca distanza dal luogo dell’incidente. Finita la giornata lavorativa stavano facendo rientro verso il residence Parco Laurito, dove alloggiano.
fonte: oriainfo
lunedì 29 novembre 2010
Bergamo, si teme nuova vicenda Sarah Scazzi
BERGAMO, YARA GAMBIRASIO: UN'ALTRA RAGAZZA SCOMPARSA
A Brembate di Sopra paesino in provincia di Bergamo, venerdì scorso è misteriosamente scomparsa nel nulla Yara Gambirasio, una ragazza di 13 anni considerata una giovane promessa della ginnastica ritmica.
L'ultima volta che Yara Gambirasio è stata vista è quando intorno alle 18,30 di venerdì scorso ha lasciato il palazzetto dello sport di Brembate, lasciando perdere ogni traccia.
Dal palazzetto a casa sua ci sono appena 700 metri, ed è necessariamente in questo percorso che la giovane è sparita.
Le indagini sono state prontamente avviate, ma al momento la polizia non sembra avere elementi utili a chiarire le dinamiche dei fatti.
L'unica cosa certa è che il suo cellulare non trasmette alcun segnale a partire dalle ore 18,50 di quel venerdì.
Come naturale che fosse, anche la rete si è già mobilitata per ritrovare Yara. Gambirasio Su Facebook è stato appositamente creato un gruppo.
sabato 27 novembre 2010
Incidente sull'incrocio Oria-Cellino S. M.
A causa del violento impattola Fiat Multipla dopo una carambola ha terminato la sua corsa contro un segnale stradale, mentre la Opel Astra si è fermata ad un centinaio di metri dall’incrocio.
Sul posto, allertati dagli automobilisti di passaggio, sono sopraggiunti i sanitari del 118 delle postazioni di Torre Santa Susanna ed Oria. I soccorritori hanno trasportato tutti e tre i feriti presso l’ospedale di Francavilla Fontana.
Secondo i medici del nosocomio della città degli Imperiali che hanno sottosto le tre persone coinvolte nel sinistro stradale ad accertamenti sanitari, le loro condizioni non sarebbero gravi, ma solo tanta paura e lievi ferite guaribili in 20 di giorni. I militari dell’Arma sono in attesa dei referti medici per procedere all’accertamento delle responsabilità ed elevare sanzioni amministrative per violazione al codice della strada. L’incrocio dove si è verificato l’incidente è spesso teatro di sinistri anche mortali. Da più parti è stata sollevata la richiesta di collocare una rotatoria all’incrocio per snellire il traffico facendo cosi diminuire il rischio di incidenti stradali.
domenica 21 novembre 2010
Fiore: sconcerto per ricorso a Corte costituzionale su legge piano rientro
Considero l'atto del Governo sconcertante e sconsiderato".
Con riferimento alla nota del Dipartimento per gli Affari Regionali con la quale è stata resa nota la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale anche le leggi regionali n.11 e n.12 del 2010 della Regione Puglia (Adempimenti in materia di Piano di Rientro), l'assessore alle Politiche della Salute prof. Tommaso Fiore, dichiara quanto segue:
“Considero l'atto del Governo sconcertante e sconsiderato. Le norme sono state discusse ed approvate dal Consiglio Regionale di Puglia per venire incontro alle richieste dei tre Ministri Tremonti, Fazio e Fitto e per raggiungere una ordinata firma del Piano di Rientro. Esse sono state a loro volta osservate creando un corto circuito giuridico all'unico scopo di evitare di entrare nel merito politico della vicenda. Questa posizione del Governo sarà oggetto di un approfondimento nelle prossime ore, non escludendosi da parte della Regione di chiedere il rispetto dei principi di leale collaborazione tra istituzioni della Repubblica, platealmente violate dalla nuova iniziativa governativa”.
19/11/2010
fonte: sudnews.it
Le associazioni di volontariato scrivono ai politici sul Piano di rientro della Sanità pugliese
Lettera aperta
Al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Silvio Berlusconi
Al Ministro dell'Economia e delle Finanze On.le Giulio Tremonti
Al Ministro per la Salute On.le Ferruccio Fazio
Al Ministro per i rapporti con le Regioni On.le Raffaele Fitto
Al Presidente della Regione Puglia Dott. Nichi Vendola
All'Assessore alla Sanità della Regione Puglia Dott. Tommaso Fiore
Di giorno in giorno diventa sempre più drammatica la situazione dei cittadini pugliesi che hanno bisogno di cure ed assistenza sanitaria. I drastici tagli di spesa pubblica connessi con il piano di rientro in ambito sanitario, stanno determinando sul territorio condizioni di grave difficoltà. Sempre più spesso i nostri concittadini chiedono aiuto alle organizzazioni di terzo settore lamentando l'impossibilità di sottoporsi a terapie, interventi e/o esami ed indagini indispensabili per la loro sopravvivenza. In tanti sono costretti a rinviare anche di un anno una cura che potrebbe salvare loro la vita. In troppi si rivolgono a noi angosciati perché non sanno se riusciranno a resistere. Comprendiamo bene le ragioni tecniche e politiche che impongono di non sprecare le risorse pubbliche, razionalizzare le spese, tenere fede agli impegni internazionali assunti dal nostro Paese. Siamo consapevoli che la gestione sanitaria pugliese presenta ancora problemi di coerenza e di efficacia che dilapidano risorse preziose. Sappiamo anche che i tempi di crisi in cui viviamo ci pongono di fronte all'impossibilità oggettiva di sostenere capitoli di spesa che non siano sorretti da oculate azioni di programmazione e di controllo. Tuttavia siamo anche consapevoli che ogni azione di buon governo non può prescindere dal rispetto di quelle norme etiche e civili di base che rappresentano il fulcro su cui si costruisce e si regge uno Stato. Una comunità può progredire solo se è in grado di garantire la sopravvivenza dei propri membri: anche questa è una regola inderogabile con una sua logica molto stringente. Per questo chiediamo che il necessario risanamento economico e finanziario della sanità pugliese non venga costruito sul sacrificio dei più deboli.Siamo preoccupati che la mancata approvazione del piano di rientro in tempi rapidi, possa comportare la perdita dello stanziamento di 500 milioni di euro a favore del servizio sanitario pugliese. Una simile eventualità comporterebbe la condanna a morte per molti nostri concittadini, soprattutto per chi a stento è riuscito a sopravvivere fino ad oggi a condizioni di povertà e di sofferenza. Per questo invitiamo ognuno di Voi a fare quanto necessario od utile per chiudere il più rapidamente l'accordo relativo al piano di rientro. Anche perché, non é superfluo rimarcarlo, ormai per molti pugliesi è a rischio soprattutto il diritto alla salute sancito dall'art. 32 della nostra Costituzione. Con questo appello non vi chiediamo di dimostrarvi dei grandi statisti capaci di risolvere magistralmente problemi difficili e complessi, ma semplicemente delle persone dal cuore umano che sanno dedicare la dovuta attenzione ed il giusto rispetto per chi vive nel dolore e nell'indigenza.
Lì, 18 novembre 2010
Primi Firmatari: Comunità Emmanuel, Fondazione don Tonino Bello, Auser Puglia, Gruppo di Volontariato Vincenziano Puglia, Fidas Puglia, APIS (Agenzia Pugliese di Intervento e Studio sulle Dipendenze Patologiche), Agesci Lecce 3, Associazione Insieme per i Disabili, Associazione Luce e Sorrisi, C.A.Di.S. (Coordinamento Associazioni Disabili Salento), Consulta Salute CSVS, Associazione C.U.A.M.J. (Centro Universo Autistici meridionale Jonico), Associazione Sfera, Associazione Tonga Soa.
18/11/2010
sabato 20 novembre 2010
Latiano: tragico incidente, morta madre e figlia
Tragico incidente a Latiano, deceduta una giovane madre e la figlioletta di appena un anno.
Questa sera intorno alle 19:30 una Fiat Punto è uscita di strada nei pressi di una curva sulla provinciale che collega Mesagne a Latiano, l’auto probabilmente a causa dell’alta velocità si è cappottata più volte. Benedetta Costantini, di 21 anni, e la figlia Matilde Baldaro, di appena un anno, sono decedute.
La vettura era condotta dal padre della piccola, Giovanni Baldaro, di 27 anni, che è ricoverato in gravissime condizioni presso l’ospedale di Taranto.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Mesagne i Vigili del fuoco del Comando Provinciale di Brindisi e diverse autoambulanze del 118.
fonte:http://news.oria.info
HOUSE JONICA SERVICE: LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE
“Fp Cgil, Cisl Fps e Uil Fpl, assieme alla stragrande maggioranza dei lavoratori della House Jonica Service, contestano l’operato dell’Amministratore Unico, il Dr Mancini e del Commissario Straordinario, Dr Colasanto per la profonda mancanza di rispetto delle parti negoziali e dei legittimi rappresentanti dei lavoratori, e avviano le procedure per l’attivazione dello stato di agitazione e di ogni altra iniziativa fin quando non saranno ripristinati i dovuti livelli di confronto e di correttezza amministrativa.” Questa la sintesi della conferenza stampa indetta dai tre sindacati CGIL-CISL-UIL Funzione Pubblica, presenti i rispettivi segretari provinciali, Cosimo Bellanova, Cosimo Nasole, Franco Brunetti. La House Jonica Service è una azienda privata il cui azionista unico è l’ ASL di Taranto; nata a seguito delle cosiddette internalizzazioni, ha acquisito le principali attività di servizio all’interno dei vari presidi sanitari occupando circa 650 operatori, in precedenza dipendenti di varie piccole società private e cooperative. Altri 200 occupati nelle società La Cascina e Chemipul sono stati esclusi dal processo di internalizzazione e rappresentano uno dei motivi di confronto che i sindacati richiedono di avere con la regione Puglia e la direzione locale dell’ ASL. Le tre segreterie sindacali , che hanno indetto un assemblea dei lavoratori per giorno 17 novembre alle ore 11,00 nell’auditorium dell’ospedale Moscati, ritengono che, trascorsi ormai tre mesi dall’avvio delle attività, si debba procedere ad un confronto per una diversa organizzazione dell’assetto aziendale; rivendicano la necessità di mantenere aperto un canale di comunicazione con la direzione aziendale; in particolare rilevano che i lavoratori non hanno la possibilità di interfacciarsi con un ufficio personale e che sono stati invitati a comunicare solo a mezzo fax. Le maggiori critiche sono rivolte nei confronti dell’amministratore unico dr. Massimo Mancini e dell’assessore regionale alla salute dr. Tommaso Fiore, ai quali si chiede di dare risposte alle diverse richieste inoltrate nel recente passato. Abbiamo raggiunto al telefono il dr. Mancini, che ha così risposto alle contestazioni dei sindacati: “Le domande che i sindacati rivolgono sono del tutto retoriche in quanto le risposte sono ben conosciute; se il problema è solo quello di formalizzarle per iscritto, i termini evidentemente cambiano. Occorre innanzitutto inquadrare le problematiche nell’ambito temporale; l’ House Jonica Sevice ha avviato le attività solo nel mese di agosto 2010; l’abbiamo fatto in condizioni di emergenza avendo a disposizione tempi molto ristretti. Per questo sul piano logistico l’aera amministrativa è stata provvisoriamente allocata nella sede della direzione della ASL; è di tutta evidenza che in questa sede non sia possibile ricevere oltre 650 dipendenti che quotidianamente propongono problematiche di varia natura. Per questo abbiamo ritenuto di limitare a due i giorni di ricevimento e abbiamo invitato a trasmettere a mezzo fax o con e_mail ogni eventuale richiesta. Un modo per rendere la comunicazione più fluida, più efficace, ovvero il contrario di quanto i sindacati denunciano. La struttura amministrativa sarà sicuramente adeguata e certamente avremo a breve un sito più idoneo. Abbiamo impiegato 60 giorni per le procedure previste all’atto della assunzione, comprese le visite mediche di idoneità e le relative analisi cliniche. Sono tempi assolutamente fisiologici per la massa di soggetti interessati. Le buste paga, ricordo che siamo solo alla terza mensilità, sono assolutamente in linea con la applicazione del contratto di lavoro; stiamo provvedendo a inserire sul sito istituzionale (www.housejonicaservice.com) una legenda esplicativa della lettura della busta paga; e siamo altresì in fase di programmazione di corsi di formazione. Per quanto attiene ai lavoratori attualmente impiegati dalla Cascina e da Chemipul non posso che ribadire la esigenza inderogabile di pieno rispetto delle normative. Dunque ogni richiesta che vada in senso contrario non potrà trovare accoglimento” . Sembra dunque che tutto nasca solo da una difficoltà di comunicazione. E allora forse sarebbe utile che l’attuale commissario della ASL, dott. Colasanto, rappresentante del “scoio unico” della HJS, assuma la iniziativa di convocare le parti per rimediare a questa mancanza di sintonia e riporti il tutto alla normalità. Anche perchè, è bene ricordarlo, questi lavoratori svolgono una funzione importante per il sistema salute, e dunque eventuali azioni di lotta non potrebbero che riverberare effetti negativi sulla popolazione intera.
Francesco Ruggieri
martedì 9 novembre 2010
Per chi crede ancora a babbo Natale !!
Ri o Dis – organizzazione del Sistema Emergenza Territoriale 118.
Con nota del 25 ottobre u.s., riflettente l’oggetto, la Funzione Pubblica CGIL rappresentava fondamentalmente che “dopo aver denunciato l’enorme ritardo accumulato dalla ASL BR nella gestione del processo di internalizzazione (ad oggi solo un piccolissimo segmento operativo è stato internalizzato, contrattualizzando appena 34 lavoratori), scopriamo addirittura che la stessa Azienda vuole portare avanti, invece, l’obiettivo di ESTERNALIZZARE del tutto il Servizio Emergenza Territoriale 118”.
A tale nota, si sono susseguite alcune prese di posizione della ASL BR fuorvianti, rispetto ai problemi trattati. È incredibile come i vertici Aziendali continuino a non dare risposte concrete!
Non riusciamo a comprendere a quali punti di criticità fa riferimento il Direttore del Servizio 118 Brindisi.
È fantasmagorico dare delle soluzioni (a scatola chiusa) senza prima inquadrare le problematiche tecnico – organizzative. Come al solito assoluto silenzio alle precise osservazioni formulate dalla F.P.CGIL.
Quali sono le criticità del Sistema Emergenza Territoriale 118 Brindisi?
Cosa si può fare per meglio tutelare il bene Salute del Cittadino Pugliese e nello stesso tempo garantire agli operatori del settore un minimo di dignità Socio – Professionale?
È lecito che nonostante gli anni trascorsi e i numerosi incontri aziendali a tutt’oggi non si è ancora addivenuti alla soluzione di alcune problematiche che sicuramente migliorerebbero la qualità del servizio e la soddisfazione degli operatori.
Allo stato la qualità del servizio è garantita solo dalla operosità ed estrema dedizione al sacrificio degli stessi operatori.
Ad esempio si ricorda che nella nostra ASL esistono postazioni medicalizzate (ASL – Soccorso avanzato) in cui il medico è costretto a svolgere le sue funzioni in assenza di un infermiere professionale!
Questo ovviamente comporta un aggravio di competenza e di professionalità che vanno ben oltre i compiti di un medico.
Inoltre, la proposta di Ri – organizzazione 118 in argomento, è in netto contrasto con quello che è previsto dalla normativa vigente in tema di organizzazione del Servizio Emergenza Territoriale 118.
In attesa che i Vertici Aziendali ci diano delle risposte chiare, ribadiamo che qualità va di pari passo con la internalizzazione del sistema.
Riteniamo che, solo creando una categoria di lavoratori dedicati al servizio e gratificati dal proprio lavoro, si possa innalzare il livello di qualità del 118 Brindisino che già, grazie ai sacrifici degli operatori attualmente in servizio, ottiene risultati che regioni più avanti di noi ci invidiano.
Infine, registriamo che la ASL sta per riorganizzare, come sopra rappresentato, l’intero Sistema Emergenza Territoriale 118 (esternalizzandolo del tutto!!!) eludendo il previsto confronto con le Organizzazioni Sindacali, nonostante le formali richieste di incontro, il che significa costringere, oltretutto, la Funzione Pubblica CGIL a dover ricorrere al Giudice del Lavoro per manifesta attività antisindacale (ex art.28 Statuto dei Lavoratori).
COMUNICATO STAMPA FP CGIL BRINDISI
fonte: http://www.mesagne.net
lunedì 1 novembre 2010
Auto dei carabinieri coinvolta in un incidente. Il militare paga danni allo Stato
Sanità, la Cgil attacca l’Asl: “Altro che internalizzazioni, il 118 andrà agli esterni”
BRINDISI – In attesa dello sblocco sulle internalizzazioni, l’Asl di Brindisi ridisegna il quadro organico per la copertura infermieristica del 118. Ma la Cgil protesta e parla addirittura di un ritorno alla politica delle esternalizzazioni, proprio quando la Regione sostiene che invece occorra seguire il percorso inverso. “Non solo – si lamenta il sindacato -, c’è da registrare che le internalizzazioni stanno avvenendo a Brindisi con grave ritardo rispetto alle altre province della Puglia, visto che sono solamente 34 i contrattualizzati”.
Il segretario provinciale Cgil Antonio Macchia ha scritto all’assessore regionale Tommaso Fiore per illustrare il problema: ““Desideriamo segnalare lo scollamento che ogni giorno si registra tra le politiche perseguite dalla giunta Vendola e la gestione dell’Asl Brindisi, che dimostra di non essere in linea con le direttive regionali”. Dopo aver denunciato “l’enorme ritardo accumulato dall’Asl Brindisi nella gestione del processo di internalizzazione (ad oggi solo un piccolissimo segmento operativo è stato internalizzato, contrattualizzando appena 34 lavoratori), scopriamo addirittura che la stessa azienda vuole portare avanti, invece, l’obiettivo di esternalizzare del tutto il servizio emergenza territoriale 118”.
Nella lettera inviata a Fiore si fa riferimento ad una proposta-documento firmata dal direttore generale e dal responsabile del servizio Territoriale 118, “con il quale viene riorganizzato il servizio, ampliando le convenzioni con altre associazioni di volontariato e lasciando trasparire, tra l’altro, una organizzazione apicale con l’accentramento di poteri assoluti verso un unico soggetto”. L’organizzazione sindacale non comprende “la necessità di continuare a produrre categorie di lavoratori “atipici” in una regione che fonda il proprio credo sulla tutela delle categorie più deboli e svantaggiate. Il ricorso a queste forme di discutibili rapporti di “lavoro-volontariato” ha comportato il realizzarsi di categorie di lavoratori socialmente penalizzati sia dal punto di vista prettamente economico che previdenziale. Inoltre, permette a qualcuno di avere un controllo coercitivo su queste categorie di lavoratori che pur di non perdere quel minimo di sostentamento, che spesso non gli consente nemmeno di arrivare alla metà del mese, soccombono a capo chino alle più disparate richieste”.
Ma quali sono le novità previste dalla proposta? Si parla di due convenzioni (ambulanza con un autista-soccorritore e un volontario-soccorritore) con le associazioni di volontariato della provincia di Brindisi per le postazioni 118 di Fasano e San Pietro Vernotico. Prevista anche l’assegnazione di sei infermieri attualmente in servizio presso ciascuna delle unità operative di pronto soccorso di Fasano e San Pietro. Altre due convenzioni (ambulanza con un autista-soccorritore, un volontario-soccorritore e un infermiere) sempre con le associazioni di volontariato, ma questa volta per Ostuni e Francavilla. Infine, l’integrazione dei Punti di Intervento Territoriali di Ceglie e Mesagne nella struttura sovradistrettuale 118 di Brindisi con particolare riferimento al personale attualmente in servizio (autisti, infermieri e medici) e ai mezzi di soccorso.
Il direttore generale dell’Asl Br/1, Rodolfo Rollo, dal canto suo non vuole sentire parlare di facile ritorno alle esternalizzazioni: “Abbiamo solo dovuto riorganizzare il quadro, nulla di più. La mia unica preoccupazione – spiega – è quella di dover coprire e garantire il doppio turno infermieristico nei pronti soccorsi della provincia. In attesa che si sblocchino le internalizzazioni, questa è l’unica che ci sembra attuabile”.
di M.I. » 28 ottobre 2010