lunedì 1 novembre 2010

Auto dei carabinieri coinvolta in un incidente. Il militare paga danni allo Stato


Lo rivela “Quattroruote”, la cifra detratta in busta paga. Roma, 25 ott – Se una gazzella dei carabinieri resta coinvolta in un incidente stradale, chi sta alla guida è tenuto a risarcire allo Stato i danni subiti dal veicolo. E la somma viene sottratta dalla busta paga. A rivelarlo è il prossimo numero di “Quattroruote”. Il mensile propone un caso: una gazzella dei carabinieri in corsa per raggiungere prima possibile il luogo in cui una donna è stata vittima di un’aggressione. Un’imprevisto sulla strada provoca una collisione fra più vetture, anche quella dell’Arma, e a causa dell’incidente il carabiniere alla guida si vedrà trattenere dalla busta paga come “recupero spese”, l’ingente somma per coprire, in tutto o in parte, i danni. E’ quello che recentemente è accaduto a un militare dei carabiniere che si è visto addebitare 8.000 euro. Gli autisti delle autopattuglie – spiega Quattroruote – sono responsabili dei danni che arrecano ai veicoli dell’amministrazione, anche se corrono per salvare una vita. La materia si rifà all’articolo 177 del Codice della strada, che in sostanza dice: le auto della polizia, dei vigili del fuoco, di alte personalità e le ambulanze, quando utilizzano in modo continuo i dispositivi supplementari di allarme di cui sono dotate (luce blu più sirena), non sono tenute a rispettare le norme di comportamento previste dal Codice della strada, ma devono, in ogni caso, comportarsi con la massima prudenza. (ANSA)

Sanità, la Cgil attacca l’Asl: “Altro che internalizzazioni, il 118 andrà agli esterni”

BRINDISI – In attesa dello sblocco sulle internalizzazioni, l’Asl di Brindisi ridisegna il quadro organico per la copertura infermieristica del 118. Ma la Cgil protesta e parla addirittura di un ritorno alla politica delle esternalizzazioni, proprio quando la Regione sostiene che invece occorra seguire il percorso inverso. “Non solo – si lamenta il sindacato -, c’è da registrare che le internalizzazioni stanno avvenendo a Brindisi con grave ritardo rispetto alle altre province della Puglia, visto che sono solamente 34 i contrattualizzati”.

Il segretario provinciale Cgil Antonio Macchia ha scritto all’assessore regionale Tommaso Fiore per illustrare il problema: ““Desideriamo segnalare lo scollamento che ogni giorno si registra tra le politiche perseguite dalla giunta Vendola e la gestione dell’Asl Brindisi, che dimostra di non essere in linea con le direttive regionali”. Dopo aver denunciato “l’enorme ritardo accumulato dall’Asl Brindisi nella gestione del processo di internalizzazione (ad oggi solo un piccolissimo segmento operativo è stato internalizzato, contrattualizzando appena 34 lavoratori), scopriamo addirittura che la stessa azienda vuole portare avanti, invece, l’obiettivo di esternalizzare del tutto il servizio emergenza territoriale 118”.

Nella lettera inviata a Fiore si fa riferimento ad una proposta-documento firmata dal direttore generale e dal responsabile del servizio Territoriale 118, “con il quale viene riorganizzato il servizio, ampliando le convenzioni con altre associazioni di volontariato e lasciando trasparire, tra l’altro, una organizzazione apicale con l’accentramento di poteri assoluti verso un unico soggetto”. L’organizzazione sindacale non comprende “la necessità di continuare a produrre categorie di lavoratori “atipici” in una regione che fonda il proprio credo sulla tutela delle categorie più deboli e svantaggiate. Il ricorso a queste forme di discutibili rapporti di “lavoro-volontariato” ha comportato il realizzarsi di categorie di lavoratori socialmente penalizzati sia dal punto di vista prettamente economico che previdenziale. Inoltre, permette a qualcuno di avere un controllo coercitivo su queste categorie di lavoratori che pur di non perdere quel minimo di sostentamento, che spesso non gli consente nemmeno di arrivare alla metà del mese, soccombono a capo chino alle più disparate richieste”.

Ma quali sono le novità previste dalla proposta? Si parla di due convenzioni (ambulanza con un autista-soccorritore e un volontario-soccorritore) con le associazioni di volontariato della provincia di Brindisi per le postazioni 118 di Fasano e San Pietro Vernotico. Prevista anche l’assegnazione di sei infermieri attualmente in servizio presso ciascuna delle unità operative di pronto soccorso di Fasano e San Pietro. Altre due convenzioni (ambulanza con un autista-soccorritore, un volontario-soccorritore e un infermiere) sempre con le associazioni di volontariato, ma questa volta per Ostuni e Francavilla. Infine, l’integrazione dei Punti di Intervento Territoriali di Ceglie e Mesagne nella struttura sovradistrettuale 118 di Brindisi con particolare riferimento al personale attualmente in servizio (autisti, infermieri e medici) e ai mezzi di soccorso.

Il direttore generale dell’Asl Br/1, Rodolfo Rollo, dal canto suo non vuole sentire parlare di facile ritorno alle esternalizzazioni: “Abbiamo solo dovuto riorganizzare il quadro, nulla di più. La mia unica preoccupazione – spiega – è quella di dover coprire e garantire il doppio turno infermieristico nei pronti soccorsi della provincia. In attesa che si sblocchino le internalizzazioni, questa è l’unica che ci sembra attuabile”.

di M.I. » 28 ottobre 2010

fonte:http://www.brindisireport.it

sabato 23 ottobre 2010

La mancanza.. genera silenzio.....

Il Co.E.S. Puglia in collaborazione con il centro di formazione del Co.E.S Italia ed il patrocinio della carta europea e la centrale operativa 118 di Bari ha organizzato il 3° corso di guida sicura dei veicoli di emergenza-urgenza sanitaria.
Tutti coloro interessati possono visitare il sito http://coesitalia.altervista....

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fonte 118 bari soccorso

Esercitazione di soccorso ad aeromobile incidentato in mare



Sabato 23 Ottobre 2010

Lecce (salento) - Nel corso della mattinata odierna, la guardia costiera di Otranto ha effettuato un’esercitazione di soccorso ad aeromobile incidentato in mare, al fine di verificare l’efficienza di tutta l’organizzazione atta a prevenire/fronteggiare tale emergenza.

L’esercitazione ha avuto inizio alle ore 10.40, quando la sala operativa di ‘Circomare Otranto’ è stata allertata in merito ad un tentativo di ammaraggio di un piccolo aeromobile tipo “piper” con due persone a bordo in seguito ad un’avaria di natura non precisata.

Lo scenario che si potrebbe prospettare a seguito dell’ammaraggio di un aeromobile è caratterizzato dalla presenza di relitti di vario genere, presenza di carburante sversato in mare, possibili naufraghi. In questo caso la condotta delle operazioni, analogamente a quanto avviene per un normale intervento di soccorso in mare, è, in linea di massima, finalizzata prioritariamente alla localizzazione e al recupero dei naufraghi (in acqua o sulle zattere collettive) i quali possono essere interessati in vario modo da traumi, lesioni o malori conseguenti all’incidente e successivamente alla bonifica dello specchio acqueo interessato dalla eventuale presenza di carburante in mare o di relitti potenzialmente pericolosi per la sicurezza della navigazione.

La simulazione dell’emergenza ha visto l’impiego della motovedetta CP809 (unità specializzata in interventi S.A.R.), del personale della protezione civile del Comune di Lecce, dei sommozzatori dell’associazione di protezione civile “Tecnica” di Lecce e del personale volontario della “Meridionale Soccorso Lecce”. Al termine dell’attività addestrativa si è tenuta, a cura del personale del 118, una dimostrazione pratica sulle tecniche di primo soccorso.

L’esercitazione di soccorso, che di fatto rientra nell’ambito delle periodiche attività della guardia costiera volte a garantire un sempre maggior livello di sicurezza nella gestione di incidenti che vedono coinvolti aeromobili, ha dato esiti soddisfacenti, evidenziando la rapidità degli interventi e un ottimo livello generale di coordinamento tra i soggetti interessati.


fonte118 postazione OTRANTO

L'INCHIESTA SULLA SANITA'



Farmatruffa, inflitti tre secoli di carcereAlla Regione acconto di 600mila euro

«Associazione a delinquere», condannati anche medici,farmacisti e informatori scientifici: 101 gli imputati

Ciro Angelillis

BARI - Seicentomila euro di provvisionale da versare nelle casse della Regione Puglia immediatamente e circa 300 anni complessivi di reclusione per la maggior parte dei 99 imputati. Si è concluso ieri sera, dopo tre giorni di camera di consiglio, il primo grado del processo Farmatruffa che vedeva coinvolti capi area e informatori scientifici di nove case farmaceutiche e multinazionali, medici di base e farmacisti. A quasi un decennio dall’avvio delle indagini condotte dal pm Ciro Angelillis, ha trovato un primo epilogo una vicenda giudiziaria che fece scalpore. Ieri accanto al magistrato, in aula, c’era anche il capo della Procura, Antonio Laudati. I giudici hanno accolto l’impostazione dell’accusa e, dopo oltre un’ora di lettura del dispositivo, sono state rese note le pene. Confermata l’associazione per delinquere, però la maggior parte dei reati - ovvero quelli commessi fino al 2002 - sono caduti in prescrizione. Le parti civili (Regione Puglia, Asl di Bari, Lecce e Brindisi, Ordine dei Medici e Ordine dei Farmacisti di Bari) avevano depositato le richieste di risarcimento danni.

La Regione aveva chiesto cinque milioni di euro ed è l’unica che riceverà subito una prima tranche di 600mila euro. Per il resto bisognerà attendere il giudizio civile. Dopo quattro sostituzioni del collegio giudicante che hanno costretto ogni volta il pm a ripartire da zero riascoltando tutti i testimoni, una requisitoria durata quasi 30 ore e due mesi di arringhe difensive, la Corte ha posto fine al primo round.Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa, corruzione, falso e riciclaggio. Il processo riguarda una presunta truffa da oltre 20 milioni di euro ai danni del servizio sanitario nazionale.

Secondo l' accusa, i medici di base dopo aver ricevuto danaro ed altre utilità (viaggi e favori di vario genere) dagli informatori scientifici avrebbero prescritto farmaci all'insaputa dei loro pazienti, ma avvalendosi nel loro disegno della complicità dei farmacisti. Questi, dopo aver tolto le fustelle dai medicinali, avrebbero provveduto a gettare le confezioni nella spazzatura: in questo modo si sarebbero sbarazzati anche di farmaci salva vita con un prezzo che arrivava fino a 700 euro per confezione. Alcuni di loro furono visti e registrati in diretta dai carabinieri del Nas. L’anno scorso, le nove case farmaceutiche coinvolte patteggiarono circa sette milioni di euro.


fonte 118 postazione OTRANTO

Internalizzazioni Asl: il Tar di Lecce sblocca le assunzioni

Lecce (Salento) – Spiragli di luce per i 680 lavoratori occupati nei servizi Asl per conto di ditte esterne e che a breve verranno assorbiti in house dalle stesse strutture ospedaliere. Infatti, attraverso un comunicato flash, le organizzazioni sindacali RdB/USB comunicano che il Tar di Lecce respinge la sospensiva presentata dalle ditte Esterne in merito alla delibera 2304 del 28 luglio 2010 con cui la Asl affidava 680 lavoratori e i servizi da loro svolti alla neocostituita società interna all'Asl.A questo punto l'iter della Regione Puglia procede, sebbene l'ultima parola sulla leggittimità delle internalizzazioni spetti alla corte costituzionale che si esprimerà a fine anno.

sabato 9 ottobre 2010

Al nuovo "ANGELO"

Proteggi e Veglia e su tutti i giovani e i bambini

MOLFETTA. Aggrediti gli operatori del 118

Molfetta- Erano intervenuti per soccorrere un uomo colto da malore. Una operazione come tante per gli uomini del Servizio Sanitario 118. Non si aspettavano però di subire una vera e propria aggressione.

E' successo nella serata di venerdì nella zona 167, a pochi passi dal Palasport "Poli". Secondo quanto è stato ricostruito dal personale del 118, dopo essere giunti sul luogo indicato dalla Centrale Operativa e aver provveduto a caricare sull'ambulanza (di proprietà del Sermolfetta ndr) un uomo colto da malore, è successo l'imprevedibile: un ragazzo, forse il figlio della persona soccorsa, ha improvvisamente scatenato la sua rabbia, dovuta a un presunto ritardo nei soccorsi, colpendo violentemente uno dei finestrini laterali del mezzo di soccorso che è andato in frantumi.

Le schegge di vetro hanno colpito e ferito il medico dell'ambulanza, una donna, che ha dovuto far ricorso alle cure dei colleghi del Pronto Soccorso che gli hanno applicato alcuni punti di sutura ad una gamba giudicandola guaribile in dieci giorni. Nessuna conseguenza invece per gli altri operatori sanitari e per l'uomo che era stato caricato sull'ambulanza.

Sul luogo dell'aggressione sono intervenute due pattuglie dei Carabinieri di Molfetta ed una della Polizia Municipale che hanno ricostruito la vicenda in attesa che si decida come procedere nei confronti del responsabile delle lesioni e del danneggiamento. "Non è la prima volta che accade una cosa del genere. Questa volta c'è la dottoressa ferita e ci sono i danni al mezzo ma, non più tardi di due giorni fa, abbiamo subito un'altra aggressione, per fortuna senza conseguenze", l'amaro commento di un volontari del Sermolfetta impegnato a rimuovere le schegge di vetro dall'ambulanza che rimarrà fuori uso per qualche giorno fino a quando i danni saranno riparati e dimenticati.

Quello che non verrà dimenticato, forse, sono lo spavento e la rabbia di chi si sacrifica per portare aiuto e assistenza a chi ne ha bisogno e rischia di diventare vittima di un'aggressione senza sapere nemmeno il perchè.

ambulanzadanneggiataFonte:
http://www.molfetta.ilfatto.net

venerdì 24 settembre 2010

Sanità in PugliaAssunzioni Asl arriva lo stop


BARI - Scatta l’ora x per il piano di rientro sanitario: oggi il consiglio regionale approverà i tre articoli del disegno di legge sugli adempimenti richiesti dal governo che bloccano le internalizzazioni, il turn-over del personale sanitario e i tetti di spesa ai privati accreditati. Le tre norme, considerate dalla giunta Vendola il «dazio» da pagare al governo per ottenere il via libera definitivo al piano che consentirà alla Regione di evitare la sanzione da 500 milioni sul riparto del Fondo sanitario, modificano le leggi regionali in materia che il governo aveva impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale.

Per quanto riguarda gli «internalizzandi», ovvero il personale precario in servizio nelle imprese fornitrici delle Asl (oggi è annunciata una manifestazione in via Capruzzi), sono circa 2.200 i lavoratori dell’Asl di Bari (Policlinico compreso) che dovranno rinunciare alla speranza del posto fisso, mentre in tutte le altre Asl - circa 5mila i lavoratori in tutta la Puglia - le procedure sarebbero già in fase di completamento e comunque avviate prima del 6 agosto, data a partire dalla quale - prevede la norma - vengono sospese le internalizzazioni. Il secondo articolo del ddl, invece, vieta ai manager delle Asl sino al 2012 di coprire i posti vacanti con assunzioni e il terzo articolo vieta il rimborso di prestazioni extra-tetto alle cliniche privat e. I battibecchi tra maggioranza e opposizione sulla vicenda sanità che si concluderà il 30 settembre con le modifiche al piano e il 15 ottobre con la firma dell’accordo tra governo e Regione non mancano. Il capogruppo della Puglia per Vendola, Angelo Disabato, annunciando il voto a favore, ricorda che la Regione è «costretta» ad attuare i tagli per imposizione del governo e sottolinea che il governo nazionale dovrebbe «modificare i criteri del Patto di stabilità» e sbloccare i 3,2 miliardi di euro di fondi Fas per i quali la Regione ha già presentato il suo Piano attuativo (Par). «Si tratta di soldi nostri sui quali nessuno ha il diritto di accampare pretese». Massimo Cassano, vicecapogruppo del Pdl, plaude invece all’introduzione del question- time in Aula (cui sarà dedicata la seduta di domani): «ci auguriamo possa servire ad avere finalmente risposta alle decine e decine di interrogazioni giacenti, come l’organizzazione dei servizi socio-sanitari in favore dei bambini dislessici». Sia nel Bilancio di previsione 2010 (con un fondo di 150mila euro) sia nell’«omnibus» - ricorda - sono state previsti interventi a favore dei bambini affetti dai disturbi dell’apprendimento ma «ad oggi non vi è traccia di tali servizi». Annuncia proteste fuori l’Aula, invece, Michele Rizzi (Alternativa comunista): «Vendola ha pari responsabilità di Tremonti, entrambi i governi sono uniti nella privatizzazione della sanità pubblica e nel finanziamento di quella privata». «Il presidente della Regione prenda atto del carattere fallimentare della sua gestione, deponendo - attacca il senatore Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri - le armi spuntate della propaganda. Laddove non riesce l'invito autorevole e convinto del ministro Fitto, mi auguro riescano a far tornare Vendola sulla terraferma le critiche sempre più pressanti che si levano da tutta la Puglia, a cominciare da Terlizzi. Una città che - ironia della sorte - oggi è costretta a scrivere lettere aperte per ottenere coerenza da chi, contestando Fitto nel 2005, ha promesso l'impossibile». Rientra, intanto, il progetto di costituzione di un gruppo autonomo di tre consiglieri socialisti del gruppo di Vendola, Sel. Ieri il capogruppo Michele Losappio ha riunito i 10 componenti registrando il dietro-front dei malpancisti (Pellegrino, Lonigro e Pastore) sulla volontà di fuga, ma i tre - pur ribadendo l’adesione al gruppo per tenere fede al «patto con gli elettori» - hanno preso tempo sull’adesione o meno al partito di Vendola, che terrà il congresso nazionale il 23-24 ottobre. Su proposta del presidente del Consiglio Onofrio Introna, dunque, il gruppo consiliare terrà un nuovo incontro per analizzare i rapporti col partito.


Fonte: 118 postazione OTRANTO

Sanità Puglia, Vendola, Tremonti ripensi a stabilizzazioni

(ANSA) – BARI, 23 SET – ‘Chiedo a Tremonti di riflettere sul fatto che queste stabilizzazioni rappresentano l’emersione da un sommerso torbido, la possibilita’ di restituire diritti a chi non ne ha e possono rappresentare anche una razionalizzazione di un pezzo della spesa sanitaria’. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a margine della riunione odierna del Consiglio regionale pugliese, ritornando sul blocco alle internalizzazioni nel settore sanitario decise ieri dal consiglio regionale per rispettare i criteri fissati dal governo per l’approvazione del piano di rientro della spesa sanitaria.

‘Le stabilizzazioni possono comportare piu’ diritti e meno costi. Per me – ha detto Vendola – la bandiera della lotta alla precarieta’ non verra’ mai ammainata. E’ il senso della lotta politica liberare persone e giovani dall’ansia della precarieta”. ‘Ho fatto – ha aggiunto Vendola – un discorso di buon senso e sono disposto a discutere anche verificando i dati.

Abbiamo soddisfatto le richieste legittime e illegittime del ministro Tremonti perche’ chiederci di buttare per strada i precari della sanita’ che stavamo internalizzando non e’ una richiesta legittima. Abbiamo pero’ salvaguardato i diritti acquisiti dei lavoratori che avevamo gia’ internalizzato e quella riforma importante sulla selezione del managment in sanita’, che il ministro Fazio aveva giudicato come un esempio per tutta Italia’. ‘Abbiamo costruito un disegno di legge – ha detto ancora – che ci consentira’ di fare i tagli dolorosi e necessari e speriamo di portare in porto questo Piano di rientro avendo a disposizione i 500 milioni che ci spettano di diritto’. ‘Soltanto in una repubblica islamica – ha aggiunto – si puo’ pensare di cancellare diritti acquisiti dei lavoratori che hanno firmato un contratto non si puo’ chiedere a noi di stracciare contratti firmati coi lavoratori’. ‘Abbiamo bloccato i processi di internalizzazione che non erano stati perfezionati ma quelli perfezionati (che hanno portato alla contrattualizzazione) – ha detto infine – nessuno puo’ chiedermi in uno stato di diritto di stracciarli. Se poi si appigliano questo per far saltare il piano di rientro vuol dire che l’intenzione era malevola sin dall’inizio e questo lo vedremo, vedremo nelle prossime settimane se saremo ad un tavolo dove si gioca con lealta’ o ad un tavolo di bari’.(ANSA).

martedì 14 settembre 2010

Scoperto falso medico



Scoperto falso mediconon aveva manco il diploma
Aveva la terza media ma esibiva una laurea (falsa) in medicina da 110 e lode grazie alla quale esercitava la professione, anche nei Pronto Soccorso. Per raggiungere il suo fine Matteo Politi, di 30 anni, di Venezia ma domiciliato a Verona, aveva anche rubato l’identità e la qualifica a un vero medico - originario del brindisino - specialista in Cardiologia presso il Policlinico di Modena, risultato totalmente estraneo ai fatti e, suo malgrado, vittima della situazione. Matteo Politi è stato smascherato nel Poliambulatorio Verona mentre stava visitando due agenti donne sotto copertura. Ai carabinieri e alla Polizia Municipale di Verona l’indagato si è presentato con il nome del vero medico. Messo alle strette ha confessato. «E un caso di clonazione professionale: aveva documenti d’identità, codice fiscale e altro del vero medico» ha detto Luigi Altamura, comandante della polizia municipale scaligera. A tradire l’indagato è stata la sua mancata iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi di Venezia al quale però aveva tentato di accedere producendo false dichiarazioni sostitutive di certificazioni. Infatti, il no alla richiesta di conferma del reale conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia e del superamento dell’esame di Stato comunicato dall’Università di Verona a Venezia, sua città di residenza, ha portato il presidente dell’Ordine dei Medici lagunari a denunciare il richiedente. In «facebook» il falso medico appariva con il camice e con lo stetoscopio al collo; in realtà, fino al settembre 2009, aveva fatto il noleggiatore di auto per conto di una ditta veronese. Non aveva nessuna esperienza medica, ma esercitava. Alle agenti sotto copertura Politi si era presentato come specialista in medicina estetica. Grazie alla documentazione in mano ai carabinieri è stata ricostruita la «carriera» di Matteo Politi che, sebbene in possesso di diploma di licenza media inferiore, si era fraudolentemente iscritto al primo anno della facoltà di Medicina Chirurgia dell’Università di Verona (senza dare alcun esame) mediante la falsa autocertificazione del conseguimento del diploma di maturità in un liceo veneziano. Poi aveva trovato la strada più breve «clonando» anche il tesserino dell’Ordine dei Medici, certificazioni e titoli abilitativi dell’ignaro vero medico quasi omonimo. L’indagato, per non cadere in possibili contraddizioni, tra i nomi di battesimo Luigi e Vincenzo del vero medico, aveva aggiunto anche il suo (Matteo), con il quale si presentava e si faceva chiamare da «colleghi» e «pazienti». Una certa dimestichezza con gli strumenti e le pratiche mediche, oltre alla capacità oratoria, sono state utili al veneziano per ingannare varie direzioni sanitarie. Ha infatti prestato, in tempi diversi dal 2009 ad agosto 2010, – hanno ricostruito gli investigatori – la sua opera come medico di Pronto Soccorso o medico di guardia ed internista all’ospedale «Orlandi» di Bussolengo (Verona) dove ha «curato» circa 300 pazienti. Ha anche svolto decine di trattamenti di medicina estetica


Asl Lecce, internalizzazioni: a ottobre le assunzioni di 680 ausiliari

Lecce (salento) - Per Cgil e Rdb tutto procede. Il 2 settembre Sanitarservice incontrerà le ditte appaltatrici per la risoluzione dei contratti d’appalto. Poi, via alle firme sui contratti. Dipenderà tutto da Tremonti. E da Vendola, chiamato a redigere e consegnare entro il 15 ottobre il piano di rientro che potrebbe poter dire stop alle internalizzazioni.
(Pierpaolo Spada) - Di fatto, tutte i processi avviati con delibera fino allo scorso agosto, per effetto delle disposizioni inoltrate a tutte le Asl di Puglia, sono legittimi e le assunzioni possono ritenersi legittime. Lo confermano Cgil e Rdb.
Tutto procede, dunque, ed entro ottobre 680 ausiliari dovrebbero firmare il proprio contratto con la società in house Sanitaservice. Il 2 settembre, all’Asl di Lecce si terrà una riunione fondamentale per definire il processo, dal quale sono tagliati da subito fuori 118 e servizi informatici. Secondo le anticipazioni dei sindacati, dovrebbe esser quella la sede in cui verranno risolti i contratti d’appalto con le ditte che fino a oggi hanno gestito i servizi avviati a reinternalizzazione. A Lecce, la delibera di assunzione di 680 ausiliari risale al 28 luglio. Ai primi di ottobre si terrà l’incontro che avvierà le firme.
Un fine 2009 da sprint, un febbraio-marzo-aprile da brividi (grazie anche ai dubbi del Pd), e un inizio-luglio al rallenty. Poi lo “stop” e la preannunciata attesa fino al 15 ottobre. Ma le certezze non mancano. Anche nel Salento, le internalizzazioni dovrebbero essere al sicuro. Ovviamente solo quelle deliberate prima che il presidente della Regione Vendola “intimasse” a tutti i direttori generali delle Asl pugliesi “non deliberate più”. Quindi Sanitaservice (Lecce) e 680 posti dovrebbero essere al sicuro. Condizionale d’obbligo, perchè, sebbene Cgil e Rdb confermino, manca l’atto ufficiale. Ma, come riferisce la segretaria di Cgil, già il 2 settembre Sanitaservice svolgerà una riunione con le ditte appaltratrici. Oggetto all’ordine del giorno: risoluzione dei contratti d’appalto. Mentre, ai primi di ottobre si dovrebbe partire con le firme sui contratti della società in house.
L’attesa di conoscere nel dettaglio il futuro del processo avviato con delibera 2477 (15 dicembre 2009) dalla Giunta Regionale in tutte le Asl Pugliesi è di quelle che scalda l’estate anche più di quanto anche il sole, forse, riesca a fare. Stiamo parlando, infatti, di un processo, quello della re-internalizzazioni dei servizi Asl che coinvolge circa 5000 lavoratori in Puglia. ma che risulta tutt’ora annodato attorno al “piano di rientro sanitario”, per la cui firma Tremonti ha lasciato spazio fino al 15 ottobre. Entro quella data, il presidente della Regione dovrà rivedere il suo piano di rientro, prima di farlo firmare. Ed essendo la “tenuta economica” (o dissesto) dello stesso Ente di via Capruzzi la posta in gioco, è presumibile che le internalizzazioni (come richiesto da Tremonti) termineranno la propria corsa. Di fatto, e come giò detto, tutte le delibere adottate e approvate fino allo scorso 6 agosto in materia di internalizzazioni vanno ritenute valide e, dunque, le assunzioni in house legittime. A fine anno sarà, poi, la Corte Costituzionale a definire le potenzialità delle internalizzazioni, bocciando o meno la legge “Omnibus” impugnata dal Governo di Berlusconi.
E allora, se il 30 luglio scorso noi scrivemmo “Internalizzazioni, dopo il danno la beffa”, oggi, sulla base degli atti del presidente Vendola immediatamente inoltrati alle Asl dopo (turbolenti) gli incontri con il ministro delle Finanze Tremonti, sarebbe opportuno parlare di “beffa parziale”. Le assunzioni deliberate a Lecce sono legittime, come lo sono quelle deliberate all’Asl di Foggia, dove il processo è attivo da più di un anno, e all’Asl di Taranto. Risale infatti al 28 luglio scorso la deliberazione del direttore generale Guido Scoditti in cui si misero nero su bianco le assunzioni: 556 unità per le attività di ausiliarato, servizi alla persona, a supporto dei servizi e delle prestazioni rese dall’Asl nelle unità operative di diagnosi e cura dei presidi ospedalieri; 124 unità per le attività di ausiliarato, servizi alla persona e alberghieri a supporto dei servizi resi dall’Asl Lecce, dei distretti socio sanitari e nei dipartimenti extraospedalieri. In quella deliberazione è inclusa anche la destinazione della sede di Sanitaservice (3 stanze nello stabile che opsita la direzione generrale dell’Asl) e lo stanziamento di 500mila euro quale acconto sulla rendicontazione.
Due settembre e 1 ottobre (presumibilmente) sono le date di riferimento. La stessa Cgil ci tiene a sottolineare che “tutto procede”, ma, “solo per gli ausiliari”. Per il servizio emergenza-urgenza118 e servizi informatici è, invece, tutto sospeso.

fonte:ilpaesenuovo.it

lunedì 13 settembre 2010

Sarah Scazzi: ricerche ad Oria


Proseguono le ricerche di Sarah Scazzi, la ragazzina scomparsa da Avetrana il 26 agosto. Da oggi vengono controllate le campagne di Oria e Manduria.

Alle battute di ricerca partecipano decine di Carabinieri, unità cinofile dell’Arma, uomini Corpo Forestale dello Stato e volontari. Sono impiegati anche carabinieri a cavallo del Quarto reggimento di Roma e agenti della Forestale a cavallo.

Negli ultimi giorni è stato richiesto al Ministero della Difesa l’accesso ad eventuali riprese fotografiche effettuate dai satelliti militari, evenienza tuttavia tecnicamente improbabile.

Gli esperti dei Carabinieri continuando ad esaminare le tracce telematiche lasciate dalla ragazzina, analizzando i profili Facebook riconducibili Sarah.

Oggi è stato riascoltato nuovamente Antonio Lisi, il pasticciere 31/enne di Mottola che aveva riferito di aver appreso da Sarah della volontà di una fuga, “videochattando” con lei.

fonte:http://news.oria.info/sarah-scazzi-ricerche-ad-oria/20107617.html

giovedì 9 settembre 2010

REGIONE PUGLIA - SANITA’ | Piano di rientro entro il 30 settembre

"IL tentativo di dare una spallata Vendola è fallito". Lo dicono i capigruppo della maggioranza nel corso di una conferenza stampa all’indomani della decisione del governo nazionale di riaprire i termini per Piano di rientro sanitario, concedendo una proroga al 30 settembre.

MA TREMONTI HA CHIESTO BLOCCO INTERNALIZZAZIONI -- Alla decisione della proroga si affianca la richiesta di Tremonti di fermare immediatamente le internalizzazioni non ancora effettuate, fino a quando la Corte costituzionale non prenda una decisione sul braccio di ferro fra la Regione Puglia e il governo romano. Il blocco riguarda Bari, Brindisi e Lecce e parte degli "internalizzandi" di Taranto, nessun problema per Fg e la Bat, che hanno già completato il percorso.
"Quello delle internalizzazioni, in verità -- hanno spiegato i presidenti dei gruppi di maggioranza, Antonio Decaro (Pd), Michele Losappio (Sel), Orazio Schiavone (Idv) e Angelo Disabato (laPpV) -- è un’operazione virtuosa che conti alla mano ha dimostrato (Sanità service di Fg, un esempio), di costituire un risparmio per la Regione". Il teorema politico che secondo gli esponenti della maggioranza ha animato la strategia "tremontiana" era quello di indebolire il governatore della Puglia creando una condizione di difficoltà "una strategia scellerata -- ha detto Losappio -- che però ha rafforzato il governo Vendola". Mentre il "governo Berlusconi -- segue Schiavone -- risulta essere un governo senza competenze e senza autorità non più legittimato a governare questo paese". Siamo giunti ad una fase che possiamo definire ’la quiete dopo la tempesta’. -- ha detto Decaro -- La Puglia può tirare finalmente il fiato e raccogliere i momentanei frutti degli appelli rivolti, spesso anche con veemenza, soprattutto a quanti in Parlamento e nel Governo rappresentano la nostra terra". "Abbiamo dovuto soffrire -- continua il capogruppo del Pd -- ci sono stati momenti in cui abbiamo temuto che le cose potessero oltrepassare un punto di non ritorno. Potevano negare senza alcun motivo alla Puglia 500 milioni di euro".
fonte: http://www.statoquotidiano.it/

Previsioni meteo dalla METEOVALLEDITRIA



Per i prossimi tre giorni condizioni di tempo variabile a tratti perturbato, con precipitazioni anche intense localmente risulteranno a carattere di rovescio temporale, non si escludono locali grandinate. Temperature a partire dal pomeriggio di oggi 09/09/2010 saranno in diminuzione; venti da sud tendenti a ruotare dai quadranti prima occidentali poi settentrionali; mari da poco mossi a mossi.

fonte:http://protezionecivile.provincia.brindisi.it