martedì 10 maggio 2011

Perrino: operato con successo un neonato affetto da ernia diaframmatica congenita

10 maggio 2011 alle 20:31
L'ingresso dell'ospedale Perrino
BRINDISI – Importante evento clinico al Perrino coronato da un brillante risultato chirurgico. Un neonato di 6 giorni, ricoverato presso l’Unità operativa di Utin-Neonatologia ed affetto da ernia diaframmatica congenita, è stato sottoposto  ad intervento chirurgico d’urgenza eseguito dal Dott. Guglielmo Paradies, primario della Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari, coadiuvato dal Dott. Michele D’Amato e dall’equipe anestesiologica del Perrino.
La malformazione da cui era affetto il piccolo consisteva in un’ampia soluzione di continuo del diaframma che determinava una risalita di visceri intestinali nell’emitorace sinistro, con grave compromissione della funzione respiratoria.
L’intervento si è reso possibile senza dover far affrontare al paziente i rischi di un trasferimento, grazie alla convenzione stipulata tra la Asl di Brindisi ed il  reparto chirurgico dell’ospedale pediatrico barese. Il decorso post-operatorio è stato seguito dai neonatologi del Perrino diretti dal dottor Giuseppe Latini e non ha presentato problemi di sorta.

sabato 7 maggio 2011

La Puglia all’avanguardia per quanto riguarda la Telecardiologia



Una buona pratica che dopo sei anni di attività ininterrotta, dovrebbe diventare modello da esportare non solo a livello nazionale, ma anche europeo. Una buona pratica che in Puglia negli ultimi sei anni ha salvato la vita a circa 50mila persone colpite da infarto. Ambulanze attrezzate (169), punti di primo soccorso (36), terapie anti infarto più tempestive, ma soprattutto una centrale unica di Telecardiologia, aperta 24 ore su 24,
 presidiata da medici cardiologi in grado di intervenire in tempo reale, per 365 giorni all’anno, refertando l’elettrocardiogramma (effettuato dalle ambulanze del 118 Puglia) e una struttura che mette in rete tutti i centro cardiologici pugliesi.I dati, le cifre e il modello di governance presentato oggi a Roma in un’affollata conferenza stampa dal presidente della regione Puglia Nichi Vendola e dall’assessore alla salute Tommaso Fiore, parlano molto chiaro. “La nostra è una delle più avanzate esperienze a livello europeo – ha detto Vendola – abbiamo realizzato oltre 300mila interventi in sei anni, salvando la vita ad oltre 50 mila persone, un record per quanto riguarda le prestazioni in emergenza. La nuova frontiera è proprio la telemedicina, una traccia di lavoro straordinario perché il nostro compito, di decisori politici, è quello di agganciare, in questo caso alla salute, l’innovazione tecnologica quale strumento che porta più tempestivamente e più efficacemente una risposta alla domanda che viene dai cittadini. In tal modo liberiamo l’ospedale anche dall’idea di essere una specie di discarica dove si trasferisce qualsiasi domanda di salute a volte anche inappropriata”.  Insomma per Vendola il mondo della sanità non è “soltanto un cumulo di criticità e opacità, ma ci sono anche buone pratiche che vanno esportate e che devono costituire un esempio, proprio perché possano rappresentare una Puglia non retorica”.
Sul contesto all’interno del quale è nata la Telecardiologia in Puglia (“il servizio è nato nell’ottica dell’aumento delle potenzialità del servizio di emergenza del 118”) e sulla possibile estensione della telemedicina anche ad altre patologie si è soffermato l’assessore alla salute Tommaso Fiore. “E’ possibile ipotizzare – ha detto Fiore – un intervento della telemedicina nel campo delle patologie cerebro vascolari (ischemia cerebrale) perché possono essere ben affrontate in tempi rapidi”.
Due i principi cardine della telemedicina ribaditi più volte nel corso della conferenza stampa anche dal direttore dell’Ares Puglia Franco Bux e dal direttore di Cardiologia del Policlinico di Bari Gianfranco Antonelli. Appropriatezza dei ricoveri (e quindi risparmio in termini economici perché decine e decine di migliaia di casi non hanno ricevuto il ricovero che sarebbe stato inappropriato) ed equità territoriale, raggiungere cioè in qualsiasi momento e ovunque qualsiasi ammalato. 
Alla conferenza stampa, moderata dalla giornalista Manuela Lucchini, ha partecipato anche Francesco Fedele, direttore di Cardiologia della Sapienza di Roma. 
Telecardiologia Puglia è un progetto della regione Puglia, assessorato alla salute e dell’Ares in collaborazione con il 118 Puglia e con Cardio on line.
Dati
Ben 45.148 sono stati i casi urgenti in cui la Telecardiologia si è dimostrata decisiva, su 306.829 interventi effettuati, dall’11 Ottobre 2004 al 31 dicembre 2010, dal 118 pugliese. Grazie a questo servizio, attivato per la prima volta in Italia su tutte le ambulanze di una intera regione, è stato possibile riconoscere sul luogo del soccorso i casi di infarto e di altre patologie gravi ed intervenire con terapie tempestive e appropriate: 20.799 infarti e patologie ischemiche, 24.349 aritmie importanti, i casi gravi rilevati.
Non solo. E’ stato possibile evitare il ricovero improprio per 261.681 pazienti: sono stati, infatti, 178.133 (58,06 %) gli elettrocardiogrammi (ECG) risultati nella norma, e 83.548 (27,23 %) interventi hanno rilevato patologie cardiache di minore entità. La diagnosi tempestiva ha consentito di ridurre notevolmente lo stato d’ansia dei pazienti e la mancata ospedalizzazione in strutture specializzate ha fatto registrare considerevoli risparmi per il servizio sanitario pubblico. La Telecardiologia sul 118 si integra con la Rete IMA, il progetto dell’ARES Puglia che collega le 32 Unità di Cardiologia presenti sul territorio per indirizzare immediatamente alla più vicina unità coronarica il paziente acuto, allertando preventivamente il reparto e iniziando più tempestivamente la terapia. Secondo la stima dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale, il nuovo modello di intervento nelle emergenze cardiache è stato determinante per ottenere una riduzione della mortalità coronarica del 50 % (833 casi), pur in presenza di un sensibile incremento della patologia (dai 4.577 infarti acuti del 2004 ai 5.339 del 2009).
fonte:sanitalia web.it

martedì 3 maggio 2011

Neonato in fin di vita, Ambulanza presa a calci: la sirena disturbava i pellegrinIi

Ecco cosa succede con i fanatismi: un neonato ha rischiato la vita perché i pellegrini si rifiutavano di far passare l'ambulanza, presa anche a calci. Solo la Protezione Civile, che ha disperso la folla, ha salvato la vita al neonato.


Della serie: i disastri del fanatismo religioso non finiscono mai. Ieri un neonato  di poche ore che a causa di una malformazione doveva essere trasferito d’urgenza al Bambino Gesù, ha rischiato la vita a causa dei pellegrini venuti da tutto il mondo per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, i quali, infastiditi dalle sirene, hanno cominciato a prendere a calci l’ambulanza.
Bloccata dalla folla tra via della Conciliazione e piazza Pia, l’autista dell’ambulanza usa la sirena per fare capire che si tratta di un’emergenza, ma i pellegrini non comprendono e prendono a calci il mezzo. I parenti del bimbo, che seguono dietro in automobile, angosciati e anche loro intrappolati.

Solo l’intervento caparbio dei volontari della protezione civile e di agenti della polizia municipale 
ha evitato il peggio, riuscendo ad aprire, ma solo dopo dieci minuti, un varco fra la folla. Ora il neonato è stato stabilizzato al Bambino Gesù, le sue condizioni sono ancora critiche e solo domani si saprà se è necessario un intervento chirurgico.
Resta solo l’indignazione e lo sgomento.
 Qualcuno, furbo, dirà: “Perché l’ambulanza è passata di lì?”, perchè era il tragitto più breve.
E perché per legge l’autista deve seguire il percorso ordinario, visto che nessuna comunicazione ufficiale lo ha modificato, ma assolutamente imbecilli quelli che erano là in attesa della beatificazione: non essere disturbati nella preghiera vale di più della vita di un neonato? Bella roba.
Tratto da QdS

sabato 30 aprile 2011



Solidarietà ai colleghi volontari VVFF distaccamento di Trebisacce

VILLAPIANA: 30/04/2011
Scontro violento tra una Fiat Punto e un automezzo dei Vigili del Fuoco all’interno del secondo ponte sulla statale ‘106’,venerdì sera,intorno alle ore 21,30 circa. Deceduto il conducente della Fiat Punto, Michele Fava, imprenditore 40 enne di Catanzaro che viaggiava in direzione nord,verso Trebisacce,il cui corpo è stato trasferito presso il cimitero di Villapiana a disposizione del magistrato. Ferito grave un volontario dei Vigili del fuoco. Alla guida dell’Iveco 190, dei Vigili del Fuoco, che viaggiava in direzione sud verso Sibari,per un intervento – emergenza. Paolo Bruno Bossio, 28 anni, di Rossano che ha riportato una severa frattura alle costole. A bordo dell’automezzo i volontari: Francesco Renzo ,30 anni di Corigliano,Cosimo Amoroso, 45 anni, di Villapiana scalo, Francesco Benincasa, 3o anni e Rocco Chiaro 40 di Corigliano. Rimane ferito grave Cosimo Amoroso che viene subito trasferito dal servizio ‘118’ di Trebisacce presso l’ospedale di Rossano da cui è stato poi trasferito all’ospedale di Cosenza, a cui il dottor De Vita di turno al servizio ‘118’ aveva riscontrato un trauma cranico. I volontari feriti sono prima stati trasferiti al pronto soccorso di Trebisacce e successivamente ricoverati per opportune cure alle fratture riportate agli arti inferiori e superiori presso gli ospedali di Corigliano e Rossano. Al camion dei vigili del fuoco seguiva la jeep con a bordo Silvio Gorgoglione (capo-partenza) e Alessandro Rescia che fortunatamente non sono stati coinvolti. Sono stati proprio i volontari al seguito dell’automezzo a dare l'allarme ed a soccorrere i colleghi, nell’immediatezza e prima dell’arrivo dei sanitari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Villapiana e di Trebisacce, i vigili del fuoco di Castrovillari e Rossano e anche il 118 di Cassano, e la Misericordia idi Trebisacce i cui volontari hanno con discrezione e umiltà supportato il servizio pubblico rendendosi molto utili in un contesto tragico. Sulla dinamica ancora in corso di accertamenti,c’è chi racconta che la squadra dei vigili era partita dalla postazione di Trebisacce per effettuare un intervento in zona Sibari. Arrivati al secondo ponte l’autista dell’automezzo ha visto arrivare a velocità la Punto con le quattro frecce accese al centro della corsia, ma all’interno del ponte la strada diventa strettoia, e l’impatto è stato inevitabile. Il conducente della punto muore sul colpo e viene sbalzato fuori dall’abitacolo, mentre il camion si gira e si incastra tra le due spalle del ponte e si ferma in posizione quasi orizzontale sulla corsia. I volontari stessi, nonostante le ferite riportate, cercano di darsi i primi soccorsi e avvertono il servizio 118. La persona deceduta, viene riferito, era un giovane di 40 anni circa che lavorava come tecnico per la sistemazione degli impianti del rifornimento di carburante Q8,adiacente la Sala Ricevimenti 111 , nelle immediate vicinanze del ponte protagonista del tragico evento. Pare anche che alloggiasse presso la sala ricevimenti 111 di Villapiana e le persone che lo hanno conosciuto riferiscono che era una brava persona e un serio e bravo lavoratore. E ‘ emersa tanta emozione nell’ apprendere che uno dei ragazzi volontari sulla barella, nel pronto soccorso, ringraziava,seppure dolorante, il compagno autista che si è tanto prodigato per salvargli la vita. Ancora una volta lo spirito di squadra ha vinto. Ancora una volta i volontari,bisogna riconoscerlo, mettono a dura prova la propria vita per aiutare gli altri nello spirito della loro ‘mission’ dimostrando spirito di sacrificio e abnegazione nell’assoluto anonimato. La strada è rimasta chiusa al traffico dalle ore 21,30 circa sino a notte inoltrata.
Franco Lofrano

giovedì 28 aprile 2011

Sanità Service, via alle assunzioni



Nuovo confronto alla Asl di Lecce.                                                                                                         I lavoratori cominceranno a firmare i contratti della società in house domani. Ma il percorso internalizzazioni potrebbe ripetersi per 118 e i servizi informatici

LECCE - Con le internalizzazioni nella Asl di Lecce si procede ormai, a passo spedito. Il nuovo tavolo tecnico convocato oggi, in via Miglietta, presso l'ufficio del commissario straordinario dell' azienda sanitaria, Paola Ciannamea, insieme alle sigle sindacali e al nuovo amministratore unico della Sanità Service, Vito Gigante, ha infatti prodotto un'ulteriore conferma di quanto già deciso: entro il primo maggio, tutto il personale esterno delle ditte appaltatrici dei servizi di ausiliariato e portierato, sarà assunto nella nuova società in house.

I contratti sono pronti e verranno firmati, a scaglioni, già da domani da tutti gli operai, fino al quarto livello, che sono rientrati negli elenchi del personale in possesso della Asl. 

E ciò varrà anche per quelle venti persone che, pur essendo in possesso dei requisiti previsti, si erano viste incredibilmente escluse dai giochi, minacciando un ricorso al Tar per annullare la delibera della Asl di Lecce.

"Verrà applicato a tutti, senza distinzioni iniziali, il contratto della sanità privata al livello A", ha spiegato ai lavoratori del presidio della Asl, Mirko Moscaggiuri della Cgil, sventolando, a mò di bandiera, una copia del nuovo contratto a tempo indeterminato.

E tra gli occupanti del presidio è festa: nonostante gli intralci, le continue polemiche e le ritrattazioni, il processo di internalizzazione per loro si è concluso nel migliore dei modi. La data del primo maggio, quanto mai simbolica, sarà quindi l'occasione per un "riconoscimento ufficiale della loro dignità di lavoratori", spiega Gianni Palazzo, Usb "dopo questa lunga battaglia condotta insieme per la giustizia e contro il precariato degli appalti".

Se il fine ultimo di questo percorso, era anche il calcolato risparmio per le casse pubbliche del servizio sanitario pugliese, ora l'onda lunga delle internalizzazioni potrebbe investire anche i lavoratori del 118 e dei servizi informatici Cup e Ced.

Per quanto riguarda le cinque postazioni del pronto soccorso, attualmente gestite da cooperative esterne, la richiesta di affidamento del servizio nella Sanità Service è pervenuta sui tavoli dell'assessore regionale alla sanità, Tommaso Fiore.

Riguardo alla problematica delle 125 persone addette ai servizi informatici, che da mesi continuano e essere pagate dalle ditte esterne in netto ritardo, lunedì è stato avvisato anche il Prefetto di Lecce, Mario Tafaro, attraverso una lettera inviata dai sindacati di base.

"Anche questi lavoratori sperano nell'internalizzazione - spiega ancora Palazzo - e hanno calcolato che la loro internalizzazione produrre un risparmio di un milione di euro". Una storia già sentita e destinata, evidentemente, a ripetersi. 

domenica 27 marzo 2011

FUGA DA ALCATR...... emmm dal campo profughi




Come volevasi dimostrare ci sono state già le prime fughe dal campo profughi tra Oria e Manduria, questo a dimostrazione che le forze dell'ordine con tutta la loro buona volontà non possono certamente mantenere il controllo e la sorveglianza di questo numero imprecisato di Tunisini o Libici che siano. A dare man forte per le ricerche di questi fuggitivi anche i volontari della Protezione Civile di Oria e alcuni abitanti della stessa Oria che una volta individuati per le vie di Oria e nelle campagne sono stati riaccompagnati al campo.

Oria – Manduria: possibile allarme malaria e tubercolosi


«Ho notizia che siano state allertate alcune postazioni sanitarie, perché ci sarebbe il rischio che alcuni dei nuovi arrivati siano affetti da malaria, tubercolosi o altre malattie; per le quali non mi pare ci sia stato al momento una sorta di screening sanitario preventivo. – Afferma il senatore dell’UDC Euprepio Curto, che aggiunge – Questa emergenza nasce nello stesso momento in cui si chiudono gli ospedali, si riducono i posti letto e si tagliano gli organici della sanità».
«Qui non arriveranno solo 750 soggetti, dei quali non sappiamo se si tratti di profughi, di rifugiati o di delinquenti. 750 persone che sono state scaricate, sostanzialmente, da Lampedusa qui. Ben presto diventeranno 1500, con il raddoppio del campo. Oria e Manduria diventeranno una sorta di Lampedusa 2 e questo è molto preoccupante».
Il senatore francavillese, presente sin da ieri presso il campo profughi allestito, esprime perplessità anche sulle conseguenze per la sicurezza del territorio e sull’impatto sull’economia locale di una presenza così massiccia di immigrati.
Anche il sindaco di Manduria, Paolo Tommasino, è preoccupato per le conseguenze sanitarie e per la sicurezza del territorio.  «Potevamo fare il sacrificio per accoglierne qualche centinaio, ma qui stanno diventando troppi. Non abbiamo le strutture necessarie per accoglierli, il nostro ospedale era già al collasso con i soli cittadini della zona. Bisogna organizzare centri di accoglienza strutturati meglio, magari nelle numerose caserme dismesse di cui il ministero della Difesa dispone in tutta Italia». «Per la sicurezza non ci basta il solo controllo del campo, vogliamo che tutto il territorio sia maggiormente controllato»«In Italia non c’è cosa più durevole del provvisorio. Ecco questa dovrebbe essere una struttura provvisoria, credo invece di poter dire che questa diventerà una struttura permanente. Questo inciderà pesantemente sui settori economici del nostro territorio. Il turismo sarà sicuramente influenzato da questo evento, ma in maniera negativa. Inoltre – conclude Curto – non so che cosa accadrà nei prossimi mesi quando le nostre campagne si riempiranno di villeggianti, di donne sole e di giovani soli. Ci saranno problemi di controllo del territorio, che non siamo in grado di governare».

Fitto:" Vendola di occupi della Sanità pugliese"



Mille commenti !!
ad ognuno il suo !
il mio personale, forse bisogna dare modo che si occupi della Sanità e dei suoi precari!!.

Tendopoli tra Manduria e Oria, per 720 profughi nordafr...



Ringraziamo gli amici di GIR Grottaglie per il servizio .

domenica 20 marzo 2011

Sanità in Puglia, la Consulta affossa definitivamente le internalizzazioni


Ora si può dormire tranquilli!!?

BARI – La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di due commi di una legge della Regione Puglia (la n.4 del 2010) che tra l’altro prevede l'assunzione «a tempo indeterminato» alle dipendenze dirette della sanità pugliese del personale di società e cooperative che prestano servizi alle Ausl. I commi dichiarati illegittimi sono quelli che prevedono l’uno l’utilizzazione dello stesso personale «a tempo indeterminato», l’altro quello che – è detto nel dispositivo della sentenza – «prevede la stabilizzazione di personale della precedente impresa o società affidataria dell’appalto, senza alcuna forma selettiva». 
 La sentenza della Consulta è stata emessa decidendo sull'impugnazione promossa dal governo nei confronti della legge regionale n.4 del 25 febbraio 2010 riguardante interventi in materia di sanità della Regione Puglia. Le norme riguardanti le stabilizzazioni e le 'internalizzazionì del personale di società esterne sono contenute nell’art.30 della legge 4/2010, dichiarato illegittimo nelle parti in cui sostituisce i commi 1 e 4 di una precedente legge regionale (la n.25 del 2007). 
 Con la stessa sentenza la Consulta ha anche dichiarato l'illegittimità dell’art.2 della legge che, tra l’altro, prevede che «il personale appartenente alla dirigenza medica del servizio sanitario regionale che (...) risulti in servizio da almeno cinque anni in un posto di disciplina diversa da quella per la quale è stato assunto è inquadrato, a domanda, nella disciplina nella quale ha esercitato le funzioni» purchè abbia i requisiti previsti dal regolamento di disciplina concorsuale. 
 Illegittime anche le norme della stessa legge nella parte in cui non escludono dalle norme di stabilizzazione «il personale delle aziende ospedaliero-universitarie o, comunque, non prevedono un rinvio a protocolli di intesa tra università ed enti ospedalieri nè alcuna forma di intesa con il rettore».
 ASSESSORE PUGLIA: SCONFITTA POLITICA
 «E' una sconfitta politica della Puglia ma dal punto di vista tecnico il giocattolo delle società in house resta in piedi». Così l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore, ha commentato la bocciatura della Consulta di norme contenute nella legge regionale 4/2010 a proposito delle 'internalizzazionI' dei lavoratori della sanità. L’internalizzazione prevede che personale dipendente da società esterne che danno servizi alla sanità regionale passino a società in house (società private con una partecipazione pubblica al 100%). 
 «La esclusione della parolina 'a tempo indeterminato' – ha spiegato Fiore – regge il giocattolo delle società in house. La Corte smonta la nostra ipotesi del tempo indeterminato che per noi è un valore perchè noi lottiamo contro ogni forma di precarietà. Ma dal punto di vista tecnico il giocattolo resta in piedi». «Per il resto – ha concluso l’assessore al riguardo - le sentenze si applicano». 
PDL: CONSULTA BOCCIA USO ELETTORALE LEGGI
“Sulla sentenza della Consulta che dichiara in gran parte incostituzionale la Legge 4/2010 della Regione Puglia, non possiamo essere d’accordo con l’assessore Fiore che definisce questa una 'sconfitta politicA'. La questione qui non è politica. Caso mai è una sconfitta amministrativa ed è una bocciatura dell’uso politico-elettorale-illusorio di Leggi regionali”. Lo afferma il capogruppo Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, a proposito della decisione odierna della Corte costituzionale che ha bocciato alcune norme regionali sul personale della sanità. 
 “Quindi – aggiunge Palese – sono certamente politiche le conclusioni che la giunta Vendola dovrebbe trarre rispetto alla sua incapacità di legiferare testimoniata da una sfilza di bocciature da parte della Consulta”. “Detto questo – conclude Palese – ci auguriamo che il Governo regionale trovi una soluzione legittima per garantire e tutelare i lavoratori illusi e ricordiamo che noi la strada per trovare questa soluzione nel pieno rispetto delle leggi e, quindi anche a tutela degli stessi lavoratori, la stiamo indicando alla Giunta Vendola da un anno”. 
ASSESSORE PUGLIA: CHIEDERO' SUBITO INCONTRO A FITTO
L'assessore regionale pugliese alla Sanità, Tommaso Fiore, ha annunciato che chiederà un incontro al ministro Fitto già nelle prossime ore per approfondire «quantomeno in sede tecnica» gli effetti della sentenza della Consulta sulle internalizzazioni. «Ricordo peraltro – ha aggiunto – l'impegno che noi abbiamo preso con il ministro Fitto, nella conferenza che abbiamo avuto al ministero degli Affari Regionali, alla presenza delle organizzazioni sindacali, che è stato quello di rivederci subito dopo la sentenza per fare il punto della situazione il più possibile unitariamente, ed evitare un disallineamento che possa poi portare a nuovi contenziosi di carattere normativo e interpretativo della sentenza della Corte». «Se gli avvocati ulteriormente mi confermano che il 'giocattolo' è in piedi – ha concluso – dobbiamo procedere con le internalizzazioni del gruppo dei lavoratori di Lecce». 
INTRONA: REGIONE TROVERA'SOLUZIONI OPPORTUNE
 “Sono certo che il governo regionale troverà le soluzioni più opportune, sempre nel rispetto del pronunciamento della Consulta e forte dell’ordine del giorno del Consiglio regionale in materia”. E’ il commento del presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, alla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato le norme regionali riguardanti 'internalizzazioni' e stabilizzazioni del personale esterno della sanità pugliese. 
 “Massimo rispetto – ha aggiunto introna – per la sentenza della Corte Costituzionale sulle internalizzazioni nella sanità. Ora la politica deve fare la sua parte con tempestività”, conclude, sottolineando ad ogni modo “il rammarico e la delusione, perchè la decisione nella sua legittimità si abbatte su lavoratori che per anni hanno sofferto la mortificazione del lavoro precario”.

sabato 5 marzo 2011

Puglia INTERNALIZZAZIONE Servizi Sanità: Sentenza Corte Costituzionale

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale
il percorso deve riprendere
   La recente Sentenza della Corte Costituzionale che tocca, tra l’altro, alcuni articoli della Legge Regionale 4/2010 relativi al processo di internalizzazione dei Servizi della Sanità pugliese,conferma la legittimità del percorso intrapreso e fortemente voluto dai Lavoratori con il sostegno continuo della Unione Sindacale di Base.
                                                                                                                                                                
         Nel dettaglio, la sentenza della Suprema Corte pone invero alcuni rilievi riguardo a determinati aspetti e criteri che dovranno essere osservati:

Ø la non procedibilità ad assumere “... a tempo indeterminato”  è motivata dalla necessità di attenersi a quanto previsto dalle Leggi nazionali che normano la materia; per la Corte non può essere una Regione a stabilire la tipologia di contratto;
Ø la incostituzionalità di parte del comma 4 impone l’esigenza di effettuare la “selezione” per il passaggio del personale già in servizio con le Aziende esterne che cedono il servizio alle Società in house.

Approfondiremo i contenuti della Sentenza con i nostri Legali ed Esperti e discuteremo insieme ai Lavoratori sulle iniziative da mettere in campo per riprendere in tutte le ASL l’iter per l’internalizzazione dei servizi.

In tal senso, sono state programmate già alcune ASSEMBLEE che si terranno:

Martedì 8,  ore 17
USB TORREMAGGIORE/FOGGIA    Via Magenta 39

Mercoledì 9,  ore 16.30
USB BARI – Via Pisacane, 91

    Come USB, non avendo mai abbassato la guardia rispetto ad una vertenza che pone al centro la sacrosanta esigenza di superare la precarietà del lavoro e della vita, da oggi riprenderemo a premere presso tutte le Istituzioni nazionali e regionali, oltre alle Direzioni Genareli delle ASL  pugliesi, affinchè siano individuate le opportune soluzioni per proseguire un progetto che, ricordiamo, restituisce dignità e diritti ai Lavoratori, fa risparmiare risorse economiche alla collettività e migliora i servizi agli utenti.   

Consulta, terremoto nella sanità annullate migliaia di assunzioni


La Corte costituzionale ha bocciato la legge regionale sulle stabilizzazioni: per migliaia di dipendenti torna lo spettro della precarietà. Coinvolti dirigenti, medici dei reparti e del 118, lavoratori socialmente utili. L'assessore Fiore: "Sconfitta politica"

di PIERO RICCIConsulta, terremoto nella sanità annullate migliaia di assunzioniQuelli che temevano di più la sentenza della Corte costituzionale, i lavoratori "schiavizzati" da aziende di servizi che speravano di essere internalizzati dalle società in house costituite dalle Asl, saranno i meno colpiti dal giudizio della Consulta: potranno anche essere assunti nelle società pararegionali, ma possono scordarsi un contratto a tempo indeterminato. 

La legge 4 del 2010, quella che dettava norme urgenti in materia di sanità e di servizi sociali, è stata praticamente decimata in tutti gli articoli studiati ad hoc per declinare al passo la precarietà del lavoro nel sistema sanitario pugliese. Dopo la relazione del giudice Sabino Cassese, per migliaia di lavoratori che erano stati stabilizzati, assunti a tempo indeterminato, c'è la barriera insormontabile della Consulta.
"È una sconfitta politica", osserva l'assessore alle politiche della salute, Tommaso Fiore. Ma lo dice, a caldo, conoscendo solo una parte della sentenza appena pubblicata e che gli avvocati della Regione stanno studiando. "Hanno lasciato in piedi il giocattolo delle società in house", aggiunge l'assessore. Ma quello che è stato smontato è il complesso delle stabilizzazioni e delle assunzioni.

Per esempio è incostituzionale la norma che consentiva ai dirigenti medici di restare in servizio dopo cinque anni in una disciplina diversa di quella per la quale erano stati assunti. È illegittima anche la norma che ha permesso al personale a tempo indeterminato presso aziende o enti del servizio sanitario nazionale (SSN) ma in servizio a tempo determinato al 31 dicembre 2009 presso un'azienda o ente del servizio sanitario della Regione Puglia, di restare in Puglia a tempo indeterminato.

La mannaia dei giudici costituzionali colpisce anche la stabilizzazione degli ex Lsu in servizio da cinque anni nei servizi di riabilitazione, tossicodipendenze, assistenza domiciliare integrata e prevenzione. Così per i co. co. co adibiti al servizio di assistenza domiciliare, riabilitazione e integrazione scolastica.
Salta la norma per i medici precari del 118 da almeno tre anni. A farne le spese sono anche i medici precari che lavoravano per l'Ares e quelli in servizio negli istituti penitenziari. Ce n'è anche per i direttori generali: non perderanno il posto, ma non potranno avere uno stipendio annuo superiore ai 111mila euro.
E ancora: non è valida la riserva del 50 per cento dei posti nei concorsi per gli interni tra i quali erano stati ripescati (in modo incostituzionale) anche i titolari di rapporto di lavoro a tempo determinato nelle asl per progetti finalizzati. Via dai concorsi anche la riserva del 10 per cento per i lavoratori in mobilità delle cliniche private. Illegittime anche le norme che non escludono dalle norme di stabilizzazione "il personale delle aziende ospedalierouniversitarie o, comunque, non prevedono un rinvio a protocolli di intesa tra università ed enti ospedalieri nè alcuna forma di intesa con il rettore". La meno devastante delle censure costituzionali è appunto la parte che riguarda le internalizzazioni.

"La Corte smonta la nostra ipotesi del tempo indeterminato che per noi è un valore perché noi lottiamo contro ogni forma di precarietà. Per il resto  -  ha concluso l'assessore  -  le sentenze si applicano. Chiederemo subito un incontro al ministro Fitto, dopo gli impegni assunti per individuare una soluzione". E così auspica il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna: "Sono certo che il governo regionale troverà le soluzioni più opportune". Per Rocco Palese (Pdl) "è una sconfitta amministrativa ed è una bocciatura dell'uso politicoelettorale di leggi regionali". 

lunedì 21 febbraio 2011

Brindisi, latitano le ambulanze


BRINDISI - Ambulanze nuove acquistate dall’Asl di Brindisi per l’ospedale “Perrino” dirottate in poche ore verso altre strutture sanitarie della provincia. A denunciarlo è la Cisl di Brindisi, che in una nota a firma del segretario Corradino De Pascalis stigmatizza lo «spreco di risorse» prodotto dall’utilizzo di ambulanze private. «Sono ormai quasi due anni - scrive De Pascalis a nome della Cisl - che la Asl di Brindisi cerca di acquistare nuove ambulanze per il presidio ospedaliero “Perrino”, ma non si sa per quale mistero o per quale maledizione, appena giunte in quell’ospedale, esse vendono dirottate presso altre destinazioni».

Il segretario provinciale della Cisl 
sottolinea l’incongruenza dell’utilizzo, da parte del “Perrino”, di «ambulanze vecchie di circa tredici anni e quindi non idonee e forse anche fatiscenti per il trasporto degli ammalati» mentre altri stabilimenti ospedalieri vengono dotati di mezzi di ultimissima generazione che, secondo quanto denunciato dalla Cisl, restano quasi inutilizzate. Una circostanza, quest’ultima, negata con forza dal direttore generale della Asl Rodolfo Rollo. «Il nostro parco ambulanze - spiega -, che non si può certo definire vasto, viene utilizzato al 100%». «A quale logica - prosegue la denuncia della Cisl rispetto al trasferimento delle ambulanze in provincia ed all’utilizzo di mezzi privati per il “Perrino” - risponde tutto ciò? Come mai gli atti deliberativi della Direzione Generale sono motivati dalla necessità di acquistare ambulanze nuove e rispondenti alle necessità del polo ospedaliero “Perrino” e poi le stesse sono dirottate dallo stesso verso altri stabilimenti ospedalieri, di solito entro le prime 24 ore di possesso?». Una situazione aggravata ulteriormente, secondo il segretario della Cisl De Pascalis, dal «continuo ricorso alle ambulanze private» che produrrebbe un notevole aggravio di spesa. «Quello che sconcerta più di ogni cosa - aggiunge De Pascalis - è che, nelle apposite deliberazioni di liquidazione per il servizio reso dalle ambulanze private, si motiva tale ricorso in quanto “è stata accertata l’impossibilità ad utilizzare le ambulanze dell’azienda perché in riparazione o impegnate per altro trasporto o non idonee al trasferimento». Una fattispecie che la Cisl non condivide e definisce come uno spreco di risorse «che in questo particolare momento di difficoltà per la sanità pugliese, dovrebbe essere assolutamente evitato, anche per le evidenti incongruenze rispetto ai tagli di servizi socio-assistenziale a cui purtroppo sono sottoposti i pugliesi da diverso tempo». «Dal momento in cui un’ambulanza viene acquistata - risponde a distanza il direttore Rollo - è il dipartimento Emergenza-Urgenza ad indicare la destinazione migliore per il mezzo grazie ad una mappa precisa dei fabbisogni del territorio». L’utilizzo di ambulanze private, dunque, secondo quanto sottolineato dal direttore generale dell’Asl è una scelta che si fa «se non ci sono ambulanze disponibili e idonee». Per i trasporti di emergenza, infatti, il mezzo deve avere al massimo cinque anni mentre per quelli secondari, le ambulanze possono - per legge - essere anche più vecchie. «Si tratta - aggiunge Rollo - di un modo per tutelare tutto il territorio, grazie all’impegno ed alla professionalità delle cooperative e delle associazioni di volontariato che ci forniscono i mezzi». Riguardo al servizio di emergenze cardiochirurgiche, che la Cisl denunciava affidato - anch’esso - a privati, il dottor Rollo sottolinea come il “Perrino” sia uno dei primi centri in Puglia per l’angioplastica. «Per legge - conclude Rollo - mentre si sta trattando un’emergenza di questo genere deve esserci un’ambulanza di ultimissima generazione pronta a trasportare il paziente nel più vicino centro cardiochirurgico in caso di complicazioni. Il fatto che non siano mai state utilizzate è solo una buona notizia».
Lunedì 21 Febbraio 2011 - 13:15  

venerdì 11 febbraio 2011

Autocisterna incastrata sui binari, il treno la sfiora e la capovolge

foto tratte dal sito brindisireport.


FRANCAVILLA FONTANA – Tragedia sfiorata a Francavilla Fontana, sulla provinciale che conduce a Grottaglie, nei pressi del centro di carico intermodale-fantasma. Una autocisterna della Ip, la compagnia petrolifera assorbita da Api, è rimasta incastrata sui binari di un passaggio a livello proprio in coincidenza con la chiusura delle sbarre. Il mezzo pesante è stato miracolosamente solo sfiorato dal regionale in arrivo, il Brindisi-Taranto, diretto verso il capoluogo jonico. L’impatto fra il convoglio e il mezzo ha fatto rimbalzare nei campi l’autocisterna: vuota, e per fortuna.
L’incidente che ha paralizzato la circolazione stradale e ferroviaria, non ha mietuto vittime. Illeso il conducente dell’autocarro, il 47enne Angelo Rana, nato a Molfetta e residente a Massafra (Taranto). Leggermente ferite sono rimaste due donne, una 56enne e una 35enne, entrambe in viaggio sul regionale, ma se la sono cavata entrambe con qualche livido che non ha reso necessario nemmeno il trasferimento in ospedale.


Sul posto sono giunti a tempo di record i vigili del fuoco di Francavilla Fontana, insieme ai colleghi di Brindisi, i carabinieri della compagnia francavillese uomini della Polstrada e del 118. L’ingente spiegamento di mezzi è stato necessario per mettere in sicurezza la zona e regolare la circolazione, paralizzata a lungo sia sulla linea ferroviaria che sull’arteria stradale, allo snodo fra le due province di Brindisi e Taranto. I passeggeri se la sono cavata con uno spavento e un po’ di ritardo nell’arrivo a destinazione.
Le Ferrovie dello Stato hanno attivato per mezzo di Trenitalia un servizio di bus sostitutivi fra i due capoluoghi di provincia. Secondo i primi accertamenti, l’incidente sarebbe stato causato da fattori del tutto indipendenti dall’autista del mezzo pesante. L’autocisterna della compagnia petrolifera, a quanto pare, è rimasta incastrata sui binari a causa dell’asfalto in pessime condizioni sul ciglio dei binari, dunque il conducente non ha avuto il tempo di effettuare la manovra necessaria a superare il passaggio a livello.
di Sonia Gioia